Martedì scorso 16 giugno a Villa Lubin, sede del CNEL, istituzioni, territori e operatori si sono messi a confronto per costruire una strategia nazionale del settore.
Trasformare il turismo equestre in una leva strutturale di sviluppo sostenibile, capace di valorizzare territori, aree interne, cultura e filiere economiche locali.
Con questo obiettivo si sono svolti gli “Stati Generali del Turismo Equestre. Modelli e prospettive per uno sviluppo condiviso e sostenibile”, appuntamento nazionale promosso da ASI Sport Equestri che ha riunito istituzioni, amministratori locali, associazioni di settore, operatori ed esperti per definire indirizzi comuni e prospettive di crescita del comparto.
L’iniziativa, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, dal Ministero del Turismo e dal Dipartimento per lo Sport e i Giovani, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra tutti gli attori coinvolti, con l’obiettivo di valorizzare il turismo a cavallo quale strumento di promozione dei territori, tutela ambientale, sviluppo economico e diffusione della cultura del benessere animale.
Ad aprire i lavori sono stati il Presidente del CNEL, Renato Brunetta, il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi e il vicepresidente ASI e Consigliere CNEL, Emilio Minunzio.

Brunetta ha sottolineato il ruolo del turismo equestre nella qualificazione dei territori e, in particolare, delle aree interne, definite «uno dei punti dolenti del nostro sviluppo economico». Le reti che attraversano e tengono insieme il Paese, come quella del turismo equestre, rappresentano infatti una delle espressioni più autentiche dell’identità italiana.
«Turismo, certo, ma turismo come fatto culturale, turismo che fa coesione sociale, fa sviluppo, fa cultura», ha affermato il Presidente del CNEL.
Emilio Minunzio ha fatto eco a Renato Brunetta: «Gli Stati Generali si articolano sostanzialmente in due fasi. Questa mattinata di confronto ci ha consentito di raccogliere contributi importanti e di interagire con le istituzioni. Aver al nostro tavolo il Ministro del Turismo porrà in maniera significativa l’accento su una tematica universalmente riconosciuta di assoluto interesse», evidenziando il valore operativo dei tavoli tecnici che seguiranno la fase congressuale.
«Ci aspettiamo molto da questi tavoli. L’obiettivo è che producano indirizzi concreti, partendo dalla fotografia della situazione esistente e dalle tante eccellenze che il nostro Paese già esprime. Dobbiamo valorizzare ciò che di buono esiste e trasformarlo in azioni di sistema».

Minunzio ha inoltre sottolineato la necessità di favorire una maggiore omogeneità tra le diverse esperienze regionali.
«Esistono territori che hanno già sviluppato regolamenti efficaci e buone pratiche. Occorre mettere a sistema questo patrimonio affinché il turismo equestre possa essere pienamente riconosciuto come una risorsa strategica per ambiente, turismo, borghi e aree interne».
Il Ministro del Turismo Mazzi ha invece evidenziato il valore strategico del comparto nel quadro dell’evoluzione dell’industria turistica nazionale.

«Il turismo equestre rappresenta un comparto strategico, che tiene insieme alcuni degli ambiti portanti per l’industria turistica, quali sport, aree interne, sostenibilità e benessere».
Il Ministro ha inoltre richiamato il fenomeno del turismo lento, che in Italia registra una crescita del 15% annuo.
«È quindi evidente il potenziale rappresentato dal turismo equestre, che permette di immergersi nei paesaggi del nostro Paese, scoprire borghi storici, vivere un’esperienza equilibrata, rispettosa dell’ambiente e delle comunità».
Successivamente la parola è passata alla Vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli.

Nel suo intervento, Angelilli ha evidenziato come il turismo equestre rappresenti oggi una proposta tanto ambiziosa quanto necessaria, pienamente coerente con l’identità naturale, culturale e turistica del Paese. Una pratica spesso associata esclusivamente allo sport e al tempo libero, ma che in realtà costituisce un potente strumento di valorizzazione del territorio e una concreta opportunità economica. Un turismo sostenibile, capace di mettere in relazione sport, cultura, istituzioni e attività produttive, generando filiere integrate che coinvolgono ospitalità, commercio, artigianato ed eccellenze enogastronomiche. Un’offerta che, secondo la Vicepresidente della Regione Lazio, deve rivolgersi non soltanto ai cittadini italiani ma anche ai mercati europei e internazionali, valorizzando le straordinarie specificità del nostro Paese.
La mattinata, moderata da Luigi Fiorelli, Coordinatore Nazionale ASI Turismo Equestre e Cammini, ha permesso di delineare una visione condivisa del settore, individuandone punti di forza, criticità e prospettive di sviluppo.
Tra i temi affrontati, lo sviluppo delle ippovie e la definizione di standard minimi nazionali; la sicurezza dei praticanti e il benessere del cavallo; l’accoglienza e la costruzione di un prodotto turistico integrato; il ruolo delle aree protette e delle amministrazioni locali nella promozione del turismo a cavallo.
Un contributo centrale è arrivato da Mauro Ferrari, presidente di Natura a Cavallo.

Che ha richiamato la necessità di distinguere il turismo equestre dall’equitazione di campagna a finalità agonistica, definendo il primo come una forma di turismo lento in cui il cavallo diventa compagno di viaggio nella scoperta di territori, culture e comunità. È inoltre emersa l’opportunità di valorizzare reti già esistenti – cammini, ciclovie e sentieri – attraverso una fruizione condivisa, fondata su sicurezza, responsabilità e buon senso, evitando la creazione di nuove infrastrutture laddove non necessarie.
Ampio spazio è stato dedicato al benessere animale e alla sicurezza, considerati prerequisiti imprescindibili per la credibilità del comparto.
Germano Di Corinto, del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha richiamato la responsabilità etica nella gestione del cavallo, soffermandosi sul tema della riconversione funzionale degli animali provenienti dall’ippica.
La dottoressa Laura Fierimonte ha evidenziato come il cavallo impiegato nel turismo equestre debba essere considerato un atleta, da preparare e gestire attraverso criteri di idoneità, prevenzione e reti territoriali di supporto.
Franco Amadio, in rappresentanza di FITETREC-ANTE, ha invece posto l’attenzione sulla necessità di garantire adeguate tutele assicurative e percorsi organizzati e professionali.
Il confronto ha inoltre evidenziato il ruolo decisivo delle reti territoriali.
Francesco Ferrari ha illustrato il modello della Via Francigena e il protocollo di collaborazione finalizzato allo sviluppo dell’Ippovia Francigena; Federico Palla, di ANCI Lazio, ha proposto una mappatura regionale delle ippovie sul modello delle ciclovie; Luca Santini, presidente di Federparchi, ha richiamato l’importanza di una visione di lungo periodo per le aree interne; Giuseppe Pengo ha evidenziato il ruolo delle Pro Loco nell’accoglienza; mentre il sindaco di Campagnano di Roma, Alessio Nisi, ha portato l’esperienza concreta dei territori, sottolineando la necessità di strumenti di governance stabili per superare frammentazioni amministrative e normative.
Sul versante ambientale, Fabio Salerno, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha ribadito il valore del binomio tra movimento e natura, indicando il cavallo come uno straordinario strumento di educazione ambientale e riconnessione con il territorio, soprattutto per le nuove generazioni.
I lavori sono proseguiti poi attraverso tre tavoli tematici dedicati a “Ippovie e standard minimi/linee guida“, “Benessere del cavallo e sicurezza” e “Territori, identità, accoglienza e filiera“, chiamati a tradurre il confronto emerso durante gli Stati Generali in proposte operative e indirizzi condivisi per accompagnare la crescita di un comparto che si conferma una concreta opportunità di sviluppo sostenibile per il Paese.
Comunicato stampa di Asi Sport Equestri
























