Restaurata e presentata a Milano, la monumentale scultura rientrerà al Museo Civico di Bassano del Grappa il 27 ottobre. Per rivederla nella sua collocazione definitiva bisognerà aspettare il 12 dicembre 2026.
C’è un cavallo che sta per tornare a casa.
Non ha bisogno di fieno, naturalmente, ma di 10 box sì: per affrontare il viaggio saranno necessarie dieci grandi casse, speciali attrezzature di sollevamento e un’organizzazione decisamente fuori dal comune.
È il Cavallo colossale di Antonio Canova, che il prossimo 27 ottobre rientrerà al Museo Civico di Bassano del Grappa dopo un complesso restauro e una prima presentazione pubblica alle Gallerie d’Italia di Milano, nell’ambito della mostra Eterno e Visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo.
Un ritorno atteso da oltre mezzo secolo: tanto è il tempo trascorso dall’ultima esposizione dell’opera, rimasta per decenni nei depositi museali.
E per ritrovare il suo posto d’onore, questo straordinario cavallo dovrà affrontare un’altra piccola impresa.
Il Cavallo colossale di Canova: un viaggio lungo 177 anni
Il 9 novembre 1849 il Cavallo arrivò per la prima volta a Bassano del Grappa, proveniente da Possagno, paese natale di Canova.
Era stato suddiviso in 18 pezzi, trasportati su carri.
Oggi, a 177 anni di distanza, la situazione non è poi così diversa, almeno nelle difficoltà organizzative.
L’opera arriverà a Bassano martedì 27 ottobre, sistemata in dieci grandi casse: la più lunga supera i tre metri. Per consentirne lo scarico e la movimentazione sarà necessario chiudere temporaneamente via Museo e riorganizzare la viabilità.
Dal giorno successivo cominceranno le operazioni per trasferire i singoli elementi al piano nobile del Museo Civico. Saranno utilizzate strutture provvisorie e speciali sistemi di sollevamento, in un intervento che richiederà circa un mese.
Durante i lavori, per ragioni di sicurezza, le sale del piano nobile resteranno temporaneamente chiuse.
«Ci prepariamo a rivivere un momento storico», spiega Barbara Guidi, direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa, ricordando proprio il primo arrivo del Cavallo nel 1849.
La nuova destinazione sarà l’Ottagono del piano nobile, dove un allestimento appositamente progettato permetterà di apprezzarne la monumentalità e di conoscerne la storia.
Un restauro per salvare il Cavallo colossale
Realizzato da Antonio Canova tra il 1819 e il 1821, il Cavallo colossale è una delle opere più significative del patrimonio canoviano conservato a Bassano del Grappa.
Il suo recupero è stato possibile grazie a un impegnativo intervento di restauro nell’ambito di Restituzioni, il programma di Intesa Sanpaolo dedicato alla salvaguardia del patrimonio artistico italiano.
Al progetto hanno contribuito Venice in Peril Fund e le istituzioni competenti per la tutela, fra cui le Soprintendenze e il Ministero della Cultura.
Il lavoro non ha riguardato soltanto la scultura.
Per preparare il Museo Civico ad accoglierla sono stati necessari anche interventi di consolidamento strutturale dell’edificio, avviati nel novembre 2025 grazie alla collaborazione fra i Musei Civici e il settore Lavori pubblici del Comune.
Un’operazione complessa, dunque, nella quale il restauro dell’opera e l’adeguamento degli spazi museali hanno dovuto procedere di pari passo.
«Abbiamo restituito non soltanto alla città, ma al mondo intero un’opera di straordinario valore artistico, che rischiava di andare perduta per sempre», sottolinea l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo.
E pensare che questo cavallo monumentale avrebbe dovuto avere anche un cavaliere. Nato nell’ambito di un progetto equestre inizialmente legato a Napoleone e poi destinato a Ferdinando I di Borbone, rimase incompiuto alla morte di Canova, nel 1822.
La sua storia successiva è quasi un romanzo: sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, negli anni Sessanta venne smembrato per una nuova collocazione che non arrivò mai.
Per oltre mezzo secolo i frammenti rimasero nei depositi del museo, mentre soltanto la testa continuava a ricordare ai visitatori la grandiosità dell’opera perduta.
Dal 12 dicembre il Cavallo di Canova sarà nuovamente visitabile
Per ammirare il Cavallo colossale nella sua collocazione definitiva bisognerà attendere il 12 dicembre 2026, data fissata per la riapertura al pubblico.
Nell’Ottagono del Museo Civico la scultura sarà collocata su un basamento appositamente realizzato, con un sistema di illuminazione dedicato.
Un percorso informativo racconterà le vicende dell’opera, il suo lungo periodo lontano dagli occhi dei visitatori e le fasi del recupero.
«Il ritorno del Cavallo colossale rappresenta un momento di grande orgoglio per Bassano del Grappa e per tutta la nostra comunità», dichiara il sindaco Nicola Finco, che vede nella scultura uno dei possibili nuovi simboli della città.
Un cavallo che non galopperà mai, naturalmente. Ma che, a più di due secoli dalla sua creazione, si prepara a compiere un altro viaggio importante.
Quello che lo riporterà finalmente davanti al suo pubblico.
Qui la fonte della notizia, da comunciato stampa dei Musei Civici di Bassano























