La lunga strada verso un turismo equestre più diffuso, capillare e condiviso passa anche attraverso quella cosa dal nome un po’ desueto, che si chiama ‘buona educazione’.
Passa di lì, ma non a Sfruz: delizioso paese della provincia di Trento, dove qualcuno redentemente è passato a cavallo ma senza avere la gentilezza di fermarsi (o ripassare) a pulire quello che il suo cavallo aveva lasciato per strada.
E no, non vale appellarsi alle necessità dei gerani di finestre e balconi dei dirimpettai: passare e sporcare aspettandosi che poi altri puliscano non è ammissibile.
Esattamente come non è ammissibile che i padroni dei cani lascino i ricordini dei loro beniamini in giro: pur nella diversità del ‘prodotto’ biologico (diciamolo, quello dei cavalli è certo il meno sgradevole dei due), la situazione è la stessa.
La mancata pulizia di chi ha lasciato sporco in quel paesino ha messo in cattiva luce non solo l’oggettivo responsabile, ma anche tutti gli aspiranti futuri fruitori a cavallo di quel centro abitato.
Anche se saranno, magari, persone più responsabili ed educate, con paletta e scopetta o aiutanti incaricati al seguito.
Parafrasando una vecchia Pubblicità Progresso, ‘chi sporca rende antipatico anche te’: peccato, e speriamo che Sfrunz non facciano di tutte le fiande un fascio!
Qui la fonte della notiziak da Nos Magazine
























