Due giorni fa, un ragazzino sardo di 14 anni è arrivato in gravi condizioni in ospedale di Sassari dopo che lui e il suo cavallo erano stati travolti in strada da un furgone a Pattada. La procura di Sassari ha iscritto nel registro degli indagati il conducente. Il ragazzino ha già subito diversi interventi ma fortunatamente dovrebbe essere dimesso la settimana prossima. Il cavallo è morto.
Il tema dei cavalli che circolano sulle stesse strade in cui ci sono i veicoli, in Italia non è sentitissimo perché casi come questo di Pattada sono piuttosto rari per fortuna. Non c’è una grossa educazione da parte degli automobilisti e neppure da parte di chi è in sella perché non c’è una commistione frequente.
Ciò non toglie che una massiccia dose di prudenza e buon senso dovrebbero sempre essere adottati, accompagnate dalla conoscenza di codici e leggi.
Il discorso si fa ancora più serio quando a frequentare la strada percorsa anche dalle vetture sono molti cavalli con i propri cavalieri e amazzoni. Come per esempio accade in Gran Bretagna dove da molto tempo il problema del ‘drive&ride’ è sentitissimo. Secondo la British Horse Society, si tratterebbe di centinaia di casi ogni anno. Nel 2024, il report redatto dall’ente britannico, ha riportato 3.118 incidenti. Nelle nuove statistiche invece si parla di 58 cavalli morti e 97 feriti, con 80 cavalieri che hanno subito danni fisici da leggeri a gravi.
“I cavalli sono animali da preda e la loro risposta istintiva al pericolo è la fuga. Anche il cavallo più addestrato ed esperto risponde a questa regola. Un rumore inaspettato, la presenza di un’auto troppo vicina che passa in velocità sono le principali cause degli incidenti che riportiamo e sui quali stiamo da anni cercando misure di contrasto efficaci” spiegano alla BHS dove il programma ‘Dead slow” per creare consapevolezza e cultura della condivisione in sicurezza della strada compie oramai 10 anni.
A Dead Slow si è aggiunto proprio nei giorni scorsi, una iniziativa che prende il nome di Operation Close Pass. Nel Wiltshire, area a forte dedizione equestre, gli agenti della Neighbourhood Policing Teams, la Roads Policing Unit, l’Hub di Prevenzione e i volontari della BHS hanno pattugliato le strade fermando gli automobilisti e spiegando loro perché è importante rispettare il codice che prevede di tenersi almeno a due metri da un cavallo durante il sorpasso che deve avvenire a non più di 16 chilometri orari.
Alla fine della giornata di diffusione della cultura stradale, gli agenti hanno riportato che la maggior parte degli automobilisti fermati hanno mostrato tutte le migliori intenzioni di correggere le proprie abitudini in favore di una più consapevole e diffusa sicurezza.
Niente più avvicinamenti al millimetro, né rientri appena superati i cavalli. E soprattutto niente più sorpassi radenti per questi automobilisti che sono stati direttamente sensibilizzati sul tema.

Per chi desiderasse un breve vademecum che funziona perfettamente anche da noi (non si può mai sapere…) ecco le regole d’oro da adottare.
- 1) In presenza di cavalli, rallentare e procedere a distanza al massimo a 20 chilometri all’ora
- 2) Bisogna portare pazienza e non pressare il binomio con sgasate o colpi di clacson
- 3) Quando il cavaliere ci fa segno di passare (e deve ricordarsi di farci il cenno…) teniamo almeno due metri di distanza dal cavallo
- 4) Se necessario, portiamoci sulla destra e fermiamoci per lasciare spazio di manovra a chi è in sella
- 5) Ricordiamoci sempre che il cavallo può avere reazioni inaspettate tanto per noi quanto per il proprio cavaliere






















