“Per chi ha allevato, arrivare in questi campi è un’emozione moltiplicata. Lo avevo fatto a suo tempo con i cavalli giovani, ma è la prima volta a questo livello. È una cavalla giovane, è la prima volta anche per lei in queste categorie. Sono soddisfazioni valoriali che in due o tre minuti ti ripagano”. È emozionato Vittorio Garrone mentre racconta il debutto della sua Ho Plaisir Mercoeur a Piazza di Siena, proprio nell’edizione del centenario del concorso ippico. A cavalcare la femmina di nove anni dell’imprenditore e petroliere genovese – figlio di Riccardo, ex proprietario della Sampdoria, con una grande passione per i cavalli (ha due allevamenti, uno in Italia e uno in Normandia), nonché compagno di Antonella Clerici – nella quarta categoria a tempo (ostacoli a 1,55 metri) è Giulia Martinengo Marquet: “Ho già parlato con lei e si è detta molto contenta di come la cavalla sta crescendo; queste sono le sue prime uscite, ed effettivamente fa degli errori di inesperienza – sottolinea –. La cavalla ha moltissime qualità, è molto seria ed equilibrata”. A proposito di Martinengo Marquet, Garrone rivela che con l’azzurra “c’è sempre una forte parte sentimentale. Ho sempre apprezzato tantissimo Giulia, sono sempre stato un suo grande fan. Mi ricordo che tanti anni fa le dissi ‘il mio sogno prima o poi è allevare un cavallo per te”.
Vittorio, poi, racconta il suo percorso da allevatore: “Nella mia crescita allevatoriale, ho sempre acquistato una o due femmine di alto valore genetico, studiando un po’ le linee (la madre di Ho Plaisir Mercoeur è Chelsea De Kreisker, molto apprezzata in Francia), da mettere sia nello sport che nell’allevamento. Questa è la mia strategia, puntare sulle femmine ma anche testarle dal punto di vista sportivo. Voglio costruire tre linee femminili, di cui una è questa, su cui basare tutto l’allevamento e la produzione. L’obiettivo e il sogno è quello di confermare un allevamento che sappia produrre bene, cavalli solidi, con pazienza, e che possano competere ad alti livelli”.
Un percorso che va pianificato, punto per punto, affrontato con un collettivo importante (“è questione di competenze, dall’allevatore al cavaliere come Giulia, che con Stefano Cesaretto forma un team straordinario”), senza bruciare le tappe: “Abbiamo capito le qualità di Ho Plaisir quando l’abbiamo domata e le abbiamo fatto fare un percorso molto formativo – prosegue Garrone –: non abbiamo mai puntato ai campionati dei giovani cavalli, dei quattro anni o dei cinque, e nel frattempo ci ha dato quattro puledri, di cui uno, di quattro anni, sta debuttando e sembra molto buono. Le prospettive sono di saltare le gare da 160, di portarla lì. Ha tutte le possibilità per raggiungere il podio a questi livelli, ci arriverà”, conclude.
























