Quella vinta ad Arezzo domenica 19 aprile 2026 è la sua quarta medaglia d’oro di campione d’Italia: le prime tre consecutive da young rider nel 1997, 1998 e 1999 su Lord Marco. Per Giuseppe Rolli (47 anni) è però la seconda nell’assoluto dopo quella – di bronzo – del 2024, sempre in sella a Eiffel de Hus.
Se l’aspettava questa vittoria?
«No, assolutamente no».
Però Eiffel de Hus è sempre stato molto regolare nelle sue prestazioni, ultimamente…
«Infatti la grande fortuna è proprio questa: poter fare affidamento su un valido compagno di squadra».
Lei ha già provato la sensazione che si avverte vincendo il Campionato d’Italia da young rider: per l’assoluto è una cosa diversa?
«Diciamo che il campionato è una gara diversa da tutte le altre. Tutti noi abbiamo affrontato gare molto più impegnative, ovviamente, ma il Campionato d’Italia non è più o meno difficile rispetto a tutto il resto: è semplicemente diverso, è un’altra cosa, l’atmosfera è sempre speciale».
Eiffel de Hus ha 12 anni: come è avvenuto l’incontro con lui?
«L’abbiamo visto quando era ancora puledro in Francia, però era inavvicinabile in quanto di proprietà del Group Français d’Elevage che lo aveva promesso a un cavaliere francese… Poi essendo stallone su di lui c’era una grande attenzione».
Però poi i francesi hanno ceduto…
«Non del tutto. Quando Eiffel ha portato a termine il campionato riservato ai cavalli di 7 anni il Gfe si è reso disponibile a trovare un accordo per la sua carriera sportiva. Solo la carriera sportiva: infatti la sua attività riproduttiva è gestita ancora in Francia».
È una situazione difficile da organizzare?
«No, però la cosa curiosa è che per esempio per ingravidare una nostra cavalla con Eiffel abbiamo dovuto ordinare il suo seme in Francia. E lui è qui in scuderia da me… ».
Il prossimo impegno importante per lei e per Eiffel sarà lo Csio di Roma a fine maggio: le farà un effetto speciale entrare in Piazza di Siena da campione d’Italia?
«Sicuramente mi farà un po’ di effetto. Più che altro si creerà un’aspettativa che spero di non deludere perché… beh, già Piazza di Siena di suo non è facile, fare un errore da campione d’Italia è decisamente peggio… !».
























