L’ultima sessione del Gran Prix di Aachen 2026 è stata un vero fuoco d’artificio da gran finale. Dopo due giorni di rettangoli il cui unico aggettivo spendibile è mondiali, con gli ultimi 7 cavalli in rettangolo si è determinato il podio a squadre e si sono visti in azione – uno dopo l’altro – i migliori e più titolati binomi: Verboomen, Fry, Werth. Ultimi in campo per le rispettive nazioni a determinare il metallo della medaglia da portare a casa in questa edizione quasi-Weg dei Mondiali.
Possiamo solo immaginare l’emozione della lituana Justina Vanagaite-Samuile con Nanab che con il suo 68.106 si è trovata in mezzo a una tale sequenza… O quella del marocchino Yessin Rahmouni con Kind of Magic. In rettangolo appena prima della Fry…
Ad aprire il terzetto magico è stata Lotty Fry con Glamourdale che si è assicurata un magnifico 80,311 in una ripresa che è partita appena un po’ in salita. C’è stata una minuscola imperfezione nella transizione verso il piaffe dopo di che tutto è andato esattamente come doveva. Grande cavallo superbamente interpretato per il secondo posto a squadre della Gran Bretagna e il terzo nella classifica individuale per la brava Charlotte.
Neanche il tempo di riordinare le idee ed ecco in campo il belga Justin Verboomen con Zonik Plus. Poche ambizioni di squadra per il fuoriclasse che ha potuto puntare tutto sulla classifica individuale dove si è affrancato al secondo posto, dietro solo all’immensa Laudrup-Dufour che ha mantenuto la leadership conquistata nel pomeriggio.
E dopo il campione europeo in carica è stata la volta di Isabell Werth, la beniamina del pubblico tedesco e in assoluto l’amazzone più medagliata di sempre. La Werth che con il suo Grand Prix è rimasta sotto l’80% (79,876) si è comunque detta felice della prova di Wendy che secondo la propria amazzone, ha avvertito un po’ la tensione del terreno amico. Ma tanto è bastato allo squadrone di Monica Theodorescu per conquistare l’ennesimo oro e aprire i festeggiamenti di questo mondiale che, data la determinazione di tutti i binomi, potrebbero reiterarsi a breve…
Il podio a squadre



La gara individuale
La classifica individuale del Grand Prix ha preso concreta ispirazione dal ranking Fei, mettendo nello stesso ordine di classifica i primi tre. Protagonista incontrastata la danese Cathrine Laudrup-Dufour che con la sua Mount St John Freestyle ha convinto e vinto al suono dell’82,376%. La ripresa di questo binomio è stata come sempre perfetta. A guardarle lavorare in rettangolo sembra tutto così facile che l’armonia che si coglie è praticamente tangibile. Lo stesso dicasi di Zonik Plus e Justin Verboomen anche se, rispetto al Campionato d’Europa dove forse aveva goduto di una sorta di effetto sorpresa, in questa occasione Zonik, nonostante un ottimo 80,885 è sembrato brillare un po’ di meno. Ma attenzione: stiamo pur sempre parlando del secondo cavallo da dressage al mondo… E l’argento individuale è la dimostrazione che il livello di questo binomio rimane inattaccabile e con buone probabilità – visto che Zonik ha solo 10 anni – così sarà ancora a lungo.
Bronzo alla terza del ranking Charlotte Fry con il possente Glamourdale ha costruito una ripresa molto bella ma forse un po’ faticosa. Il sempre bellissimo stallone nero Kwpn, a 15 anni ha raggiunto la maturazione che serve per esserci sempre, cedendo forse un grammo di quello che era negli anni passati quello spunto esplosivo che rubava indiscutibilmente l’occhio. Per questo binomio sempre elegantissimo 80,311%.
Come si procede
Domani, dopo la maratona del Grand Prix, i rettangoli del dressage prenderanno una giornata di pausa per ritrovare il proprio pubblico per lo Special che si terrà venerdì. A questa gara accedono i primi 30 binomi classificati in Grand Prix. E anche in questo caso ci sarà davvero da rimanere incollati allo schermo per vedere come sarà ripartito il medagliere.
Dai 30 dello Special usciranno infatti i 18 che sabato si misureranno nel Freestyle, la competizione probabilmente più attesa per la specialità.

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