Tredici anni di splendore regale: è Alboino, uno stallone Bardigiano che dopo una vita da cavallo all-around (scuola, attacchi, passeggiate) ha dimostrato sul campo di essere un asso del Reining, e non ‘solo’ un bellissimo e bravissimo cavallo.
Ce ne ha parlato per primo Rossano Oliveti, il suo attuale proprietario: “Alboino dimostra quello che il Bardigiano potrebbe diventare”, ha prtecisato subito il fondatore del Rossano Ranch di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia.
Che continua: “Premetto una cosa: io non sono un allevatore specializzato di Bardigiani. Però vivendo nella stessa zona ne ho conosciuti, domati e montati tantissimi. E continuo a pensare che siano tra i migliori pony del mondo.
L’ho sempre detto e lo ripeto: è una mia opinione personale, ma io ho avuto a che fare praticamente con tutte le razze europee e non ne ho trovato un altro con la stessa docilità del Bardigiano”.
Ricordiamo che i Bardigiani spesso superano la taglia ‘pony’ ufficiale, che è di 149 cm e la loro struttura è quella di un cob, o come si dieva una volta ‘doppio pony’.
“Lo dico perché l’ho vissuto direttamente”. “, spiega Rossano. “L’anno scorso ho comprato cinque fattrici Bardigiane di età compresa tra i tre e i cinque anni, cresciute praticamente brade a 1800 metri, in mandria, senza contatti con le persone se non il microchip da puledre.
Per prenderle sono dovuti salire dei ragazzi alle quattro del mattino e scendere a valle con tutta la mandria. Le abbiamo separate in un recinto e caricate su un camion per il trasporto animali completamente libere: non erano mai state incapezzate, né legate.
Arrivate da me alle undici del mattino, a mezzogiorno e mezzo erano già tutte incapezzate e legate tranquille nel box. Alle quattro del pomeriggio le avevo già montate tutte e cinque nel coperto. Nessuna ha dato problemi. Il giorno dopo eravamo già in passeggiata.
Con altre razze italiane un lavoro così ti ammazza. Con loro no: l 90% dei Bardigiani ha questa testa qui, ed è una cosa che ho sempre apprezzato”.
Alboino, però, ha qualcosa in più: ha anche doti atletiche decisamente spiccate.
«Io Alboino l’ho considerato straordinario dal secondo giorno che l’ho montato. Infatti l’ho comprato subito dai suoi allevatori, la famiglia Rabboni: è nato nel 2013 da Cervino II, uno degli stalloni più importanti degli ultimi anni tra i Bardigiani, e Barbara.
Per anni è stato considerato troppo fuori tipo per la sua razza: troppo alto, collo troppo lungo, gambe troppo lunghe. Addirittura qualcuno sosteneva che andasse troppo sotto col posteriore e rischiasse di togliersi i ferri. Quando invece la capacità di portare il posteriore sotto è quello che cercano tutte le razze sportive del mondo”.
Rossano cita anche Antonio Broglia, figura che considera fondamentale.
“Antonio Broglia aveva una visione avanti di cent’anni, aveva capito tutto prima degli altri e presentato i Bardigiani come cavalli da Attacchi straordinari, e vendeva soggetti di queta razza a cifre importanti.
E oggi vedo una nuova generazione di allevatori che sta cercando di sviluppare anche questo lato della razza”.
E Alboino, in questo senso, sembra essere diventato una specie di simbolo.
“Quando ho iniziato a portarlo alle gare western tantissimi hanno cominciato a interessarsi a cavalli di questo tipo.
Tre mesi fa abbiamo ricominciato a lavorarlo seriamente nel reining dopo anni di pausa. Ha fatto tre gare: un primo posto, un terzo e un quinto, battendo decine di Quarter Horse.
Nella prima gara regionale ARER Emilia-Romagna ha fatto addirittura il punteggio più alto della categoria.
Ed è incredibile perché Alboino sa fare tutto. L’abbiamo attaccato alla carrozza praticamente senza esperienza e dopo mezz’ora faceva già chilometri in strada tranquillo. Salta 1 metro e 20, piaffa , cambia di galoppo. Ha un cervello eccezionale».
Secondo Rossano le qualità di Cervino II si ritrovano chiaramente anche nei figli di Alboino.
«Io i figli di Alboino li riconosco dai movimenti. Hanno qualcosa di diverso dalla maggior parte dei Bardigiani: spalle più inclinate, più libertà di movimento, più spinta. I migliori Bardigiani che ho montato avevano tutti un denominatore comune: Cervino II».
E oltre alla qualità sportiva, Rossano sottolinea soprattutto il carattere.
«Alboino è buonissimo. Un cavallo sensibile, presente, ma senza cattiveria. In gara lavori in campo prova con trenta cavalli che galoppano uno vicino all’altro e lui resta perfetto. Secondo me cavalli così meritano valore vero. Perché allevare bene costa sacrifici enormi, e un allevatore deve poter vedere riconosciuto il lavoro che fa».
Se Rossano Oliveti è l’orgoglioso proprietario, a montare Alduino in gara è stato Sofian Amarossi: il cavaliere che ha saputo credere in lui e valorizzarlo al meglio tra spin e sliding stop.
“In gara Alboino ti dà sicurezza, ed è questa la cosa più importante”: per Sufian la qualità più importante del Bardigiano morello è la ‘testa’. “Mi piace la sua determinazione. È un cavallo costante, con un grande cuore. Nei giorni prima delle gare ero io a essere un po’ insicuro, perché comunque era una situazione nuova: lui era stato montato da un altro cavaliere e non aveva esperienza di gara vera.
Però appena entri in arena lui c’è. Ti ascolta completamente. E in gara questa è una cosa enorme, perché lì dentro serve sicurezza totale”.
La cosa più sorprendente, racconta Sufian, è che Alboino sia arrivato direttamente in competizione senza il classico percorso preparatorio dei cavalli da reining.
«I cavalli da arena normalmente fanno tantissime “gare scuola” prima di debuttare davvero. Servono per capire come reagiscono in campo gara, con il pubblico, gli altri cavalli, l’atmosfera”, spiega Sofian.
“Con Alboino non ne abbiamo fatta neanche una. È andato direttamente in gara e si è comportato benissimo”.
E i risultati sono arrivati subito.
“Alla tappa ARER di Guidetti abbiamo vinto la categoria Any Horse Any Rider. Poi a Pontedera ho fatto un quinto posto nella Non Pro su diciotto cavalli e un terzo posto ancora nella Any Horse Any Rider.
Per me è stata una soddisfazione enorme”.
Secondo Sufian, molto interessante è stata la reazione del mondo Quarter Horse.
«È stato apprezzatissimo. Alcune persone pensavano addirittura fosse un Quarter. Mi ha chiamato un cliente dalla Toscana chiedendomi una monta per una sua cavalla, convinto che fosse americano. Quando gli ho detto che era un Bardigiano è rimasto molto sorpreso».
Dietro il progetto Alboino, spiega, c’è anche un’idea precisa: valorizzare le qualità della razza Bardigiana nel lavoro sportivo.
“Rossano ha sempre avuto questa visione: cercare di inserire nel mondo western la solidità mentale e la freddezza del Bardigiano.
Perché non è vero che tutti i Quarter siano automaticamente calmi e semplici. Anzi: tanti vengono scartati proprio perché troppo caldi o troppo nervosi per il reining.
Nel Reining serve un cavallo che resti con te mentalmente in ogni momento: nello stop, nei cambi, nei cerchi veloci e lenti. Se il cavallo si stacca da te, prendi penalità immediatamente”.
All’inizio, ammette Sufian, lui stesso era più prudente di Rossano.
“Rossano quando crede in un cavallo va dritto. Io invece ci penso molto, mi faccio mille domande. Però poi in arena riesco a restare freddo. Anche perché ho sempre fatto spettacoli e lavorato davanti al pubblico fin da piccolo, quindi la pressione non mi pesa troppo”.
Oggi il sogno è portare Alboino anche in contesti ancora più importanti.

“Mi piacerebbe fare il contratto di affida NRHA e provare a partecipare a uno special event importante del reining americano: sarebbe bellissimo portare un Bardigiano in quel mondo lì2.
Nel frattempo Alboino continua a conquistare appassionati ovunque passi.
“«”Siamo stati anche a Cremona, al salone del cavallo americano. Abbiamo fatto uno spettacolo insieme a Rossano, un pas-des-deux: lui montava un Quarter Horse e io Alboino, per far vedere che anche un cavallo italiano può fare le stesse cose dei colleghi da Reining. Cambi di galoppo in due tempi, figure di reining: è un bel messaggio da dare”.
E parlando del carattere della razza, Sufian non ha dubbi.
«Rossano ha domato tantissimi Bardigiani e dice sempre che nel 99% dei casi dopo pochi giorni sono cavalli adatti a tutti. Io lo vedo continuamente: hanno una testa eccezionale. Sono cavalli affidabili, generosi, con cui puoi davvero divertirti in sicurezza”.
Per questo, secondo lui, il successo di Alboino può avere un valore che va oltre il singolo cavallo.
«È importante perché magari incoraggia anche altre persone a credere di più nei propri Bardigiani. Tanta gente ha cavalli validissimi ma pensa di non poter andare a fare una gara perché teme il giudizio degli altri: invece bisogna provarci.
Anche perché non tutti possono investire cifre enormi per un Quarter Horse di alto livello. Un Bardigiano con qualità può permettere a più persone di entrare in questo mondo.
E poi diciamolo: è proprio bello quando con li tuo Bardigiano riesci a stare davanti a cavalli selzionati per fare proprio quello».
Complimenti ad Alboino, il re Bardigiano del Reining: e anche agli uomini e alle donne che hanno creduto in lui.
























