Massimo riserbo dei sanitari e altrettanto massimo rispetto per un momento così delicato nella vita delle persone che sono vicine alle due donne, una di 30 e l’altra di 36 anni, che martedì, a distanza di qualche ora una dall’altra, sono arrivate all’ospedale San Bortolo di Vicenza in codice rosso dopo essere cadute da cavallo in maneggio. Due incidenti separati, senza alcuna correlazione. Solo un caso…
Nella stessa giornata, l’elisoccorso si è alzato in volo due volte, in due posti lontani uno dall’altro, per soccorrere altrettante vittime di cadute. Per un uomo di 70 anni, valutato dai paramedici grave, che stava facendo una passeggiata in un uliveto piuttosto impervio nella frazione di Lacotisce a San Dorligo della Valle (Trieste) e per una ragazza di 27 anni caduta a L’Aquila.
In assenza di bollettini medici ufficiali, naturalmente ci auguriamo (e auguriamo) che tutti i pazienti si riprendano al meglio e archivino questo inizio settimana nerissimo nella casella delle esperienze da non ripetere. Però non è possibile fare a meno di pensare che quattro incidenti gravi in una sola giornata – per quanto fatto eccezionale – non siano un campanello d’allarme. Due cadute in maneggio, una in campagna e quella de L’Aquila non meglio localizzata fanno sicuramente riflettere sul tema della sicurezza che non va mai data per scontata e non ammette deroghe.
I cavalli sono animali straordinari e quasi mai compiono azioni deliberate per farci del male. Ma gli incidenti capitano. Essere preparati e attrezzati può fare la differenza. Quando succedono cose come queste nella mente ricorrono sempre le stesse domande: avevano il cap, il giubbino protettivo, le staffe di sicurezza? Sono le prime cose alle quali si pensa… Ci si interroga anche sull’addestramento del cavallo o del cavaliere, se esperti o neofiti e sul tipo di attività che stavano svolgendo. Insomma, si cerca di capire perché un incidente accade. In molti casi una o più spiegazioni ci sono. In altri invece è solo una questione del tutto fortuita. E lì, a maggior ragione, essere il più protetti possibile è ancora più importante.
Auguriamo davvero di cuore alle due donne e all’uomo, tutt’ora in condizioni valutate gravi, così come alla ragazza di L’Aquila di riprendersi presto. Alle loro famiglie la piena solidarietà del mondo equestre.





















