Fin dalla notte dei tempi, come abbiamo appreso dai reperti più antichi, i cavalli hanno onorato eroi e soldati (spesso venivano sepolti insieme). Oppure sono stati i fautori delle grandi migrazioni che hanno visto le genti spostarsi per tutta l’Eurasia. Erano il mezzo indispensabile ai grandi commerci e l’unico ausilio per i lunghissimi viaggi.
Insomma, il cavallo è sempre stato ‘utile’, nella pratica, al cammino dell’uomo nella storia. Ora però, con una scoperta avvenuta in Cina, sui Monti Helan, al ruolo di lavoratore indefesso, il cavallo potrebbe aggiungere anche quello legato a risvolti meno pratici e più ‘emozionali’ dei suoi proprietari.
Come si legge su China Daily, tutto nasce da una pietra, ritrovata per puro caso, sulla quale gli uomini dell’Ufficio per la gestione dell’arte rupestre dei Monti Helan hanno individuato una incisione che risalirebbe a 2-3mila anni fa. L’immagine, scalfita sulla pietra in solchi precisi e profondi circa 1,5 millimetri, raffigura quattro cavalli. Che trainano un grande carro a ruote. Sebbene alcune parti dell’incisione siano danneggiate, probabilmente a causa degli agenti atmosferici, la forma di base è ancora riconoscibile.
Dettagli appassionanti
Non è la prima incisione rupestre raffigurante un carro trainato da cavalli che viene rinvenuta in questa zona. Però questa vanta più di un elemento che la rendono veramente particolare.
In primis, mentre le raffigurazioni di carri ritrovati in precedenza mostrano un attacco a due cavalli, in questo ce ne sono quattro.
Le ruote del traino sono particolarmente ampie e la ‘carrozza’ si presenta con una possibilità di carico davvero molto ridotta.
Secondo Zhang Jianguo, vicedirettore dell’Ufficio per la gestione dell’arte rupestre dei Monti Helan, questi elementi indicherebbero che non si trattava di un carro per il trasporto delle merci e che chi lo guidava aveva una buona padronanza della tecnica necessaria per condurre quattro cavalli ‘attaccati’ insieme. Il fatto che l’uomo raffigurato nel carro sia di proporzioni ridotte, induce inoltre a pensare che non si volesse magnificare l’azione eroica di un mezzo da guerra…
Quindi, di che attacco si tratta?
Un concetto che arriva da lontano
Sono in molti a considerare i cavalli come indicatore sociale di chi li possiede. Il contadino con un cavallo è più agiato di quello che non ce l’ha. Il nobile con una scuderia numerosa è più potente di quello con un solo cavallo… E così via in maniera del tutto trasversale.
Fino ad arrivare, correndo a ritroso, al graffito dei Monti Helan, dove alla fine gli esperti hanno ipotizzato che una carrozza di quel genere – ovvero inadatta alle merci o alla guerra – trainata da quattro cavalli al posto dei due canonici avrebbe avuto lo scopo di rappresentare lo status sociale della persona che la possedeva. Intagli simili sono stati rinvenuti in Asia centrale, in Mongolia, nella Siberia meridionale, nello Xinjiang e nella Mongolia Interna. Il che potrebbe indicare, come già da tempo si suppone, l’esistenza di relazioni e scambi culturali tra le comunità antiche lungo tutta la fascia della steppa eurasiatica.























