I World Nomad Games 2026 si svolgono in Kirghizistan dal 31 agosto al 6 settembre. La cerimonia inaugurale si è tenuta alla Bishkek Arena, nella capitale Bishkek, mentre le principali competizioni si disputano nella regione del lago Issyk-Kul.
Diciamo la verità: una volta del Kirghizistan ricordavamo si e no i suoi formidabili cavalli di stirpe turco-mongola e l’abilità storicamente famosa dei cavalieri che, a partire dagli sciti e passando per i mongoli di Gengis Khan, lo hanno abitato.
Poi, e ci sembra sia avvenuto a partire dalla conferenza Italia–Asia Centrale organizzata alla Farnesina nel 2019, anche l’Italia ha cominciato a guardare con crescente interesse strategico al Kirghizistan e, più in generale, all’Asia centrale
È significativo: il Kirghizistan, da semisconosciuto paese satellite dell’universo ex-sovietico, ha cominciato a essere guardato come parte di un’area economicamente e geopoliticamente importante.
E nelle ultime ore li avete visti tutti sui social i video, molto spesso bellissimi, che raccontano per immagini la sesta edizione dei World Nomad Games, ospitati per la quarta volta proprio dal Kirghizistan.
Un evento nato proprio in quel paese nel 2014 e che unisce sport e cultura, tradizione e folklore; ma che è anche una ottima occasione di diplomazia culturale.
Per questo la Repubblica Kirghisaha ha investito fortemente nell’organizzazione e nella comunicazione dell’evento per mostrare al mondo un paese magnifico, antico, spettacolare, orgoglioso della propria cultura equestre.
La cultura equestre delle steppe, il nomadismo, i giochi tradizionali, l’arco a cavallo ecc. costituiscono un patrimonio culturale che permette di raccontare una sorta di spazio comune turcofono senza dover parlare esplicitamente di geopolitica.
È anche per questo che i World Nomad Games sono interessantissimi: nel 2022 furono ospitati proprio dalla Turchia, a İznik – e non è un dettaglio.
Il Kirghizistan infatti è membro dell’Organization of Turkic States, l’Organizzazione degli Stati Turchici (OTS) insieme a Turchia, Azerbaigian, Kazakistan e Uzbekistan.
Ankara considera questa rete di paesi fratelli uno degli strumenti della propria proiezione verso l’Asia centrale facendo leva non soltanto sull’economia, ma sulla ‘parentela’ linguistica e culturale.
Metteteci anche il ruolo strategico dei kirghisi nei rapporti tra Russia e Cina, e capite bene perché alla cerimonia di apertura dei World Nomad Games c’erano il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Oltre ai leader di Kazakistan, Tagikistan, Uzbekistan, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres.
Tutti lì alla magnifica cerimonia di apertura che ha sommerso di colori e visioni non solo i presenti dal vivo, ma anche chi sta mandando virali reel e video girati durante l’evento.
Dove i cavalli, come nel resto del programma sportivo, sono i grandi protagonisti tra vari tipi di lotta e giochi di ragionamento.
Dalle corse ai giochi a cavallo – lotta compresa – sino alla falconeria e al tiro con l’arco a cavallo, non c’è bisogno di dire che i compagni di elezione dei popoli nomadi la fanno da padroni.
E visto che i cavalli sanno così bene vivere insieme, magari a volte litigando ma poi riuscendo sempre a trovare un equilibrio tra loro, speriamo che il loro esempio si a di buon auspicio anche nella geopolitica mondiale.
E l’Italia?
Dal sito ufficicale della manifestazione: il referente italiano è Vittorio Giorgi, presidente della Federazione Italiana Kurash e Lotte Tradizionali e rappresentante italiano dei WNG.
La delegazione annunciata è composta da 24 persone fra atleti, tecnici e dirigenti, così suddivise: Giulia Picca Riera per l’arco a cavallo, 9 atleti 9 per le lotte tradizionali — Kurash, Qazaq Kuresi, Alysh, Kyrgyz Kurosh e altre discipline — guidati dal maestro Mattia Galbiati; 7 atleti per l’arco storico, guidati da Nandor Keresztes; 5 per i giochi intellettuali tradizionali, coordinati da Cesco Reale e i falconieri Andrea Villa ed Emma Sandrigo.
Buona fortuna anche a questo Team Italia!
Qui l’articolo che Vatican News ha dedicato all’evento.






















