C’è una Piazza di Siena che appartiene allo sport, una alla mondanità romana… e una anche al cinema italiano.
Perché tra il pubblico elegante del Concorso ippico romano, negli anni Sessanta, si aggirava pure Alberto Sordi: non da cavaliere, ma da protagonista di uno dei suoi film più celebri, Il boom.
A raccontarlo fu lo stesso attore romano in un libro dedicato alla sua città, ricordando il ritorno a Piazza di Siena dopo oltre trent’anni di assenza.
L’ultima volta che aveva messo piede nell’ovale di Villa Borghese era infatti durante le riprese del film diretto da Vittorio De Sica, dove interpretava un imprenditore travolto dalle follie del boom economico italiano.
Una delle scene più importanti venne girata proprio durante il vero concorso ippico, sotto la pioggia e tra spettatori inconsapevoli di stare finendo dentro un film.
Nel copione il personaggio di Sordi avrebbe dovuto fare una figura piuttosto imbarazzante davanti all’alta società romana, e l’attore ebbe un’idea tutta sua per rendere la scena ancora più efficace: scivolare nel fango davanti al pubblico elegante di Piazza di Siena.
L’effetto, a quanto raccontava divertito lui stesso, fu perfetto.
Le signore sotto i cappelli dalla tribuna si misero a ridere riconoscendolo immediatamente, mentre la macchina da presa continuava a girare.
E De Sica, naturalmente, ne fu entusiasta.
Il rapporto di Alberto Sordi con i cavalli, però, era fatto di amore e prudenza insieme.
Li ammirava moltissimo, ma confessava di averne sempre avuto un certo timore dopo una brutta caduta avvenuta agli inizi della carriera, quando aveva accettato con troppo ottimismo di montare a cavallo sul set di La signorina.
Nonostante questo, qualche anno più tardi finì per affezionarsi davvero a un cavallo dal carattere particolare scelto per il film Nestore, l’ultima corsa.
Andato in un allevamento di Sacrofano per scegliere il protagonista equino della pellicola, Sordi si innamorò subito di un cavallo chiamato Tarantone, nonostante l’allevatore lo avesse avvertito che non fosse esattamente il più semplice da gestire sul set.
Naturalmente fu proprio quello il cavallo che volle scritturare.
Ribattezzato “Nestore” per il film, il cavallo si rivelò bravissimo, e tra i due nacque una simpatia autentica che continuò anche dopo le riprese.
Sordi raccontava di andare ancora a trovarlo e scherzava persino sul fatto di avergli regalato un elegante ‘trench su misura’, una copert impermeabile da paddock evidentemente, per Natale.
Alberto Sordi e Tarantone andarono al concorso di Piazza di Siena insieme, nel 1994, per lanciare il loro film: con la stessa botticella usata per girarlo, ovviamente.
Del resto anche i grandi mattatori del cinema italiano, davanti a certi ‘musi lunghi’, finivano inevitabilmente per sciogliersi…
L’episodio lo potete trovare con altri nel libro Alberto Sordi e la sua Roma
























