Si è concluso brillantemente il Gran Galà Città di Cesarò 2026, manifestazione che ha costituito uno straordinario momento di celebrazione della cultura equestre siciliana, coniugando tradizione, cultura, eleganza, arte e spettacolo.
Un appuntamento di assoluto rilievo, fortemente voluto e organizzato da Calogero Polizzi, storico, sociologo e criminologo, che ha inteso fare del mondo del cavallo non soltanto una rappresentazione spettacolare, ma un autentico veicolo di valorizzazione culturale e territoriale, capace di raccontare una Sicilia nobile, operosa e profondamente legata alle proprie radici.
Il percorso che ha condotto al Gran Galà ha avuto un significativo momento propedeutico nel convegno culturale “Cavalli di Sicilia”, tenutosi a Valguarnera il giorno 26, nel quale il cavallo è stato posto al centro di una riflessione più ampia, quale elemento identitario della storia, della cultura e della civiltà siciliana.
A Cesarò, quindi, la riflessione culturale ha lasciato spazio alla spettacolo, senza tuttavia smarrire il proprio significato più profondo.
Sul palco d’onore si è raccolto un consesso di personalità di altissimo profilo, espressione di competenze, esperienze e sensibilità differenti, unite dalla comune passione per il mondo equestre.
Accanto a Calogero Polizzi, organizzatore della manifestazione, hanno dato lustro all’evento il grande studioso e ippologo Pucci Majorana, autentico riferimento per la conoscenza e la cultura del cavallo; Salvatore Bordonaro dell’Università degli Studi di Catania, voce del mondo accademico; il Sindaco, Katia Ceraldi, rappresentante delle istituzioni e della comunità di Cesarò; Felicia Sciortino, vice presidente dell’ AREAS e presidente del FNP, espressione di quella componente imprenditoriale e allevatoriale che costituisce una delle colonne portanti del comparto equestre siciliano.

A impreziosire il parterre, il Maestro Carmelo Lo Cicero, autentico fiore all’occhiello dell’equitazione siciliana e figura di assoluto prestigio nel panorama equestre nazionale.
Di particolare rilievo anche la presenza del Maestro Roberto Bruno (qui sotto nella foto), ambasciatore dell’arte equestre nel mondo e interprete di una tradizione che, attraverso il linguaggio universale del cavallo, oltrepassa i confini geografici e culturali.

A rendere ancora più suggestiva la serata, Antonio Latteri. La sua voce inconfondibile, la sua cultura e la sua padronanza della parola hanno saputo elevare la conduzione ben oltre il semplice ruolo di presentatore, trasformandola in parte integrante della cifra artistica e culturale del Gran Galà.
È stato proprio questo straordinario intreccio di personalità, culture e competenze a conferire al Gran Galà una dimensione di respiro internazionale, ben oltre i confini del semplice evento spettacolare.
E poi il grande protagonista: il cavallo.
Sul palcoscenico si sono esibiti amazzoni e cavalieri provenienti dalle più prestigiose scuderie della Sicilia, dando vita a un susseguirsi di momenti di straordinaria intensità, eleganza e suggestione.
Ogni esibizione ha racchiuso in sé disciplina, sacrificio, armonia e quella particolare simbiosi tra uomo e animale che soltanto la grande equitazione riesce a trasformare in autentica arte.
Cavalli e cavalieri hanno conquistato il pubblico attraverso performance nelle quali tecnica e bellezza si sono fuse in una rappresentazione capace di emozionare e di restituire al pubblico l’immagine di un mondo equestre siciliano vivo, dinamico e straordinariamente vitale.
A testimoniare la forza attrattiva dell’iniziativa, un interminabile flusso di migliaia di persone ha seguito l’evento, trasformando Cesarò in un crocevia di appassionati, visitatori e protagonisti del mondo equestre.
Una partecipazione imponente che assume un significato ben più profondo del semplice dato numerico e dimostra come il mondo del cavallo rappresenti ancora oggi un importante circuito turistico e culturale, capace di mobilitare persone, passioni, professionalità e territori. E di generare intorno a sé un universo composito fatto di allevamento, sport, tradizione, cultura, spettacolo e turismo.
Il Gran Galà Città di Cesarò 2026 ha restituito alla Sicilia una delle sue immagini più autentiche: quella di una terra nella quale le tradizioni non sono reliquie del passato, ma possono divenire strumenti di promozione, aggregazione e sviluppo.
Il successo della manifestazione conferma la necessità di continuare a investire in iniziative capaci di mettere in dialogo cultura e territorio, tradizione e innovazione, mondo accademico e sapere pratico, istituzioni e imprenditoria, affinché il patrimonio equestre siciliano possa essere adeguatamente valorizzato anche al di fuori dei confini regionali.
Cesarò, per una sera, è divenuta capitale dell’arte equestre.
E tra gli applausi, nella fierezza dei cavalli, nella maestria di amazzoni e cavalieri, nella professionalità dei grandi protagonisti e nella partecipazione straordinaria del pubblico, è parsa riaffiorare una verità antica e sempre attuale: quando la cultura incontra la passione e la tradizione diviene spettacolo, il territorio acquista una voce nuova e la Sicilia torna a raccontare al mondo la propria straordinaria bellezza.
Fonte: comunicato stampa






















