Diversi incidenti. Un ragazzo morto e adesso si vota. È questa la sintesi di una saga, quelle delle carrozze a New York, che ripercorre per sommi capi e con qualche variante un tema che ricorre praticamente nella quasi totalità delle città in cui sono in esercizio le carrozze ippotrainate per il trasporto dei turisti.
A Bruxelles per esempio – prima capitale ad adottare tale misura – le carrozze trainate dai cavalli sono state sostituite da quelle elettriche. Si tratta di carrozze in perfetto stile che possono trasportare fino a 5 persone in qualsiasi condizione climatica.
Nella capitale austriaca, a Vienna, i tradizionali Fiaker sono regolamentati nella loro attività in maniera estremamente severa e i controlli sono implacabili.
Sulle Isole dei Principi, a Istanbul, sono state abolite nel 2020.
A Bruges, le 13 carrozze in attività sospendono il servizio quando la temperatura arriva a 30 gradi.
Negli Stati Unite, a Philadelphia è stato approvato il divieto totale e definitivo.
In pratica… Paese che vai, carrozze che trovi. Anche se l’opinione pubblica è sempre più compatta nel far prevalere la tutela degli animali rispetto alla tradizione centenaria che questa attività vanta.
Di ovvio parere opposto sono molti vetturini e una fetta di pubblico equestre che teme che la fine dell’era dei cavalli attaccati per i turisti rappresenti un serio pericolo proprio per i cavalli.
Ma in Italia, di quanti cavalli stiamo parlando? Secondo i dati ufficiali, le licenze attive a Roma sono 16, 36 a Palermo, poche decine a Pisa, 12 a Firenze, a Messina non se ne conosce il numero ufficiale, 3 a Napoli, 1 a Cattolica. È verosimile pensare che i cavalli impegnati in queste attività in tutta Italia si aggirino intorno alle 250-300 unità al massimo. Un numero relativamente esiguo di cavalli che tuttavia sostengono un indotto, seppur marginale, legato al sostentamento di molte famiglie.
Il caso di New York
Il prossimo 22 ottobre, nel consiglio comunale della Grande Mela sembra oramai certo che verrà votata la dismissione delle carrozze ippotrainate. Lo chiedono perlopiù i newyorkesi che in un sondaggio hanno ritenuto anacronistica e pericolosa la presenza nelle congestionate strade di Manhattan. Dopo 150 anni di attività – per la percezione dei tempi della storia negli Stati Uniti davvero un sacco di tempo – i cavalli smetteranno di connotare le romantiche gite a Central Park.
L’accordo tra il sindaco Zohran Mamdani e la presidente del Consiglio comunale Julie Menin apre la strada al divieto che dovrebbe entrare in vigore entro giugno del 2028.
Con oltre un anno davanti, il provvedimento newyorkese si prefigge – prima dell’entrata in vigore – di risolvere ogni aspetto di questa scelta. Dai risvolti più propriamente legati ai cavalli a quelli economici per gli operatori e per i proprietari delle carrozze.
A imprimere una brusca accelerata a un tema che già da tempo divideva l’opinione pubblica è stata la morte di Romanch Mahajan, un diciottenne che stava facendo un giro in carrozza con la famiglia ed è rimasto vittima del ribaltamento del mezzo dopo che il cavallo si era improvvisamente imbizzarrito.
All’inizio, a fronte di un vero e proprio movimento di opinione cittadina, il sindaco Mamdani si era detto perplesso sull’opportunità o meno di sopprimere le carrozze ippotrainate in quanto non vi erano abbastanza garanzie per la sorte lavorativa degli addetti al servizio. Ora, l’accordo in via di delibera, parrebbe superare questo scoglio, proponendo una transizione professionale con possibili impieghi anche nel settore pubblico.
Il condizionale è d’obbligo e il provvedimento non è certo accolto in maniera bipartisan. Sul fronte dei vetturini infatti, John Samuelsen, presidente internazionale del Transport Workers Union, trova che le misure proposte siano ancora troppo vaghe e le certezze dei lavoratori troppo labili.
E il cavalli?
Lavoratori senza voce, che fine faranno i cavalli? La proposta newyorkese, in risposta anche alle molte pressioni di chi si occupa della tutela dei diritti degli animali, prevede che i cavalli ‘pensionati’ non possano essere venduti né trasportati verso il macello e che non possano essere venduti per altre attività di trasporto ippotrainato. In molti auspicano l’affidamento a rescue in cui i cavalli possano essere trasferiti in luoghi adeguati, per godere del meritato riposo in condizioni confacenti alla loro natura. A New York lavorano attualmente 68 carrozze con regolare licenza, per un totale di 150-200 cavalli condotti da 150 vetturini autorizzati che si alternano nei turni di lavoro secondo un schema regolamentato.
Intanto a Palermo…
Lo scorso luglio, il consiglio comunale di Palermo – con una discussione che ha messo d’accordo maggioranza e minoranza – ha approvato la delibera che dovrebbe dare il via alla sostituzione graduale delle tradizionali carrozze degli gnuri con mezzi a trazione elettrica. Inutile dire che anche a fronte di questo provvedimento si sono scatenati confronti estremi e divisivi.
Da una parte c’è chi considera che estati record come quella appena trascorsa saranno sempre più frequenti e la stagione calda diventerà sempre più lunga e insopportabile per i cavalli. Dall’altra c’è chi vede nella sostituzione dei cavalli con carrozze elettrice un pericolo reale per la vita degli animali, oltre che un danno economico ingente per chi lavora nel settore.
È vero, il rumore degli zoccoli sul selciato, il profumo del cuoio e dei cavalli non può essere sostituito da niente altro… Però, come ha sottolineato lo stesso sindaco Lagalla, si tratta di una svolta di civiltà a cui Palermo è chiamata senza appello. In un confronto tra i consiglieri, il comune deve farsi carico di elaborare un piano che permetterà agli gnuri di convertire le loro licenze in quelle per altri mezzi.
Il tema che lascia però perplessi rispetto all’iniziativa siciliana riguarda i cavalli…
ll provvedimento deliberato a Palazzo delle Aquile infatti non prevede la requisizione o il sequestro degli equini e neppure un loro ‘accompagnamento’ verso una nuova condizione di vita. La gestione e la cura degli animali rimarrebbero a carico dei proprietari, benché il Comune abbia indicato la disponibilità di stalli temporanei di supporto in caso di necessità, senza però delineare i perimetri certi di questo aspetto. Il che, non è cosa da poco…
Si parla di stallo presso le scuderie della Favorita nelle scuderie della Polizia di Stato, di adozioni e ippoterapia ma rimangono al momento poco chiare le regole di accesso a questi ‘sostegni’.
L’iter della delibera palermitana – che parla anche di bandi e fondi – prevede che entro gennaio 2027 l’amministrazione comunale debba predisporre il piano operativo definitivo e di riconversione delle attività. E che entro il luglio 2027 finisca il periodo di transizione per il passaggio all’elettrico.
Nel frattempo, il Comune ha bloccato definitivamente il rilascio di nuove licenze per il trasporto a trazione animale.























