Oggi la nostra Polizia di Stato compie 174 anni: nacque durante il Regno di Sardegna come Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, istituito dal Re Carlo Alberto con la legge 10 aprile 1852 n. 1404.
Negli anni ha cambiato diverse volte nome, uniforme, modalità di ordinamento: ma ancora oggi è a cavallo, sia in senso letterale che figurato, al servizio di noi cittadini.
Una forza di polizia “…a ordinamento civile, militarmente organizzata e a statuto speciale. Facente parte delle forze di polizia italiane e dipendente direttamente dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno“.

La prima a inserire le donne nel suo organico: le prime ispettrici entrarono in servizio nel 1961. 20 anni dopo la riforma che ne riorganizzò status e struttura in un «corpo civile militarmente organizzato», sostituendo i gradi militari con le qualifiche.
Ma che continua a mantenere i cavalli come compagni di lavoro, sia per le pattuglie ippomontate che per i musicisti della sua mitica Fanfara.
Oggi una rappresentanza della Polizia di Stato è stata ricevuta dal Presidente Sergio Mattarella al Quirinale, in occasione dei 174 anni dalla sua costituzione.
Tra gli eventi che hanno visto recentemente la Polizia in azione a tutela dell’ordine pubblico il Presidente Mattarella ha ricordato “…Olimpiadi e Paralimpiadi che hanno visto, tra l’altro, successi degli atleti e delle atlete della Polizia di Stato. Sono stati un altro banco di prova di efficienza per garantire l’ordine, la sicurezza, la tranquillità di quanto avvenuto dal lungo passaggio per tutto il nostro territorio della Fiamma Olimpica, allo svolgimento delle competizioni in luoghi diversi, al grande afflusso di popolazioni, di visitatori, di spettatori e turisti, a una grande popolazione sportiva che si è raccolta intorno al fenomeno olimpico e paralimpico”.
Un evento perfetto, in cui niente è andato storto.
Ma oggi ricordiamo anche gli agenti che hanno perso la vita in servizio, al nostro servizio: più di 2.500, qui potete trovare tutti i loro nomi.
Al centro di questa giornata e del ricordo mettiamo loro, anche se non conosciamo la storia di tutti.
Ricordiamo però, grazie agli anni in cui abbiamo seguito il Memorial Dalla Chiesa, quella dell’agente di Polizia Domenico Russo.
Era nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1950, aveva una moglie e due figli piccoli.
Il generale Dalla Chiesa la sera del 3 settembre 1982 era uscito da solo con la moglie, guidava lei la loro piccola A112 per le strade di Palermo.
Domenico Russo, una delle persone di cui il generale si fidava, li seguiva sull’auto di servizio con la sua Beretta 92 d’ordinanza.
Con quella in mano scese dalla macchina per contrastare il fuoco dei mafiosi: che erano in quattro e armati di Kalashnikov.
Domenico Russo morì dopo 13 giorni di agonia senza mai più riprendere conoscenza.


























