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Home | Sport | Four-in-Hand: dal Principe Filippo alle tre prove del Completo Attacchi

Four-in-Hand: dal Principe Filippo alle tre prove del Completo Attacchi

Alla vigilia del Mondiale Four-in-Hand di Aachen, il giudice e delegato tecnico FEI Roland Morat ci accompagna alle origini del Completo Attacchi e spiega la logica che lega dressage, maratona e coni

19 Agosto 2026
di Maria Cristina Magri
Un tiro a quattro di cavalli grigi attraversa velocemente un ostacolo d’acqua illuminato dai riflettori, sollevando grandi spruzzi davanti alle tribune

Quattro cavalli grigi attraversano a tutta velocità un ostacolo d’acqua durante una prova di Attacchi in notturna. La fotografia di Andreas Steindl ha vinto la Silver Camera 2025, il premio internazionale assegnato dall’Aachen-Laurensberger Rennverein alla migliore immagine equestre dell’anno. Foto Andreas Steindl / Silver Camera 2025

Domani, giovedì 20 agosto, ad Aachen comincia il FEI Driving World Championship Four-in-Hand: quattro giornate di competizione che porteranno i migliori equipaggi del mondo dal Dressage alla spettacolare Maratona, fino alla decisiva prova dei Coni.

In attesa di vedere all’opera anche l’azzurro Luca Cassottana, approfondiamo dettagli, regole e segreti di una disciplina affascinante e complessa con Roland Morat, giudice e delegato tecnico FEI.

Partiamo dalle origini del moderno Completo Attacchi e dalla logica che lega le sue tre prove: perché Dressage, Maratona e Coni non sono soltanto tre risultati da sommare, ma le tappe di un unico percorso tecnico e atletico.

Tre prove diverse i cui risultati vengono sommati: formano un percorso tecnico e atletico nel quale ogni fase prepara e verifica quella successiva.

Per capire come sia nato il moderno Completo Attacchi, o Combined Driving, e quale logica leghi le sue tre anime abbiamo rivolto le nostre domande a Roland Morat, giudice e delegato tecnico FEI.

La sua prima risposta ci porta alle origini della disciplina, quando il Principe Filippo contribuì a trasformare l’antica arte di guidare una carrozza in uno sport internazionale regolamentato.

Signor Morat, quando sono nati gli Attacchi come moderna disciplina sportiva?

«Il Completo Attacchi deve gran parte della propria struttura sportiva moderna al Principe Filippo, Duca di Edimburgo, che fu presidente della FEI – Fédération Équestre Internationale dal 1964 al 1986.

Fu durante la sua presidenza che gli Attacchi vennero organizzati e codificati come disciplina sportiva internazionale. Il Principe Filippo ebbe un ruolo determinante nella definizione e nella standardizzazione dei primi regolamenti e nel 1970 il Driving venne ufficialmente riconosciuto come disciplina FEI.

Grande appassionato e successivamente atleta di alto livello nel tiro a quattro, contribuì in maniera decisiva a dare a questo sport la struttura che ancora oggi lo caratterizza».

Opening wereldkampioenschappen vierspannen op Het Loo Prins Phillip Engeland Bestanddeelnr 932 2729

Il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, alla guida del suo tiro a quattro durante l’apertura dei Campionati mondiali di Attacchi del 1982 a Het Loo, nei Paesi Bassi. Foto Hans van Dijk/Anefo – Nationaal Archief, CC0

Perché il Completo Attacchi ricorda così da vicino il completo montato?

«Non è affatto casuale: il Combined Driving è stato concepito secondo una filosofia molto vicina a quella dell’Eventing.

Come nel completo montato, troviamo una prova di addestramento, una prova di campagna nella quale emergono preparazione atletica, coraggio e resistenza e, infine, una prova di precisione paragonabile, per funzione, al salto ostacoli.

Nel Completo Attacchi queste tre fasi sono rappresentate da Dressage, Maratona e Coni».

Sono tre prove indipendenti oppure esiste una logica precisa nella loro successione?

«Non si tratta semplicemente di tre prove differenti sommate tra loro. La loro successione segue una logica molto precisa.

Prima vengono verificati l’addestramento e la preparazione atletica; poi la capacità di affrontare lo sforzo della maratona; infine il controllo e la precisione ancora disponibili dopo quello sforzo.

Ogni prova racconta qualcosa di diverso, ma le tre valutazioni sono strettamente complementari».

Come viene determinata la classifica?

«Il principio è semplice: i risultati delle tre prove vengono espressi in punti di penalità e sommati tra loro.

Dressage + Maratona + Coni = Penalità complessive

Al termine della competizione vince l’equipaggio che ha totalizzato il minor numero di penalità».

Il dressage: molto più di una bella esecuzione

Che cosa deve dimostrare un attacco nella prova di dressage?

«Il dressage è innanzitutto una verifica dell’addestramento e della preparazione atletica dei cavalli.

Deve dimostrare che il loro livello di equilibrio, obbedienza, condizione e preparazione sia adeguato ad affrontare la prova più impegnativa e tecnicamente sfidante del Completo Attacchi: la Maratona.

Non deve quindi essere considerato soltanto come la ricerca di una bella esecuzione. È soprattutto la dimostrazione della qualità del lavoro svolto a casa e della capacità del driver e dei cavalli di presentarsi come un insieme tecnicamente e atleticamente preparato».

Che cosa osservano i giudici?

«Vengono valutate la regolarità e la qualità delle andature, l’impulso, l’elasticità, la leggerezza, l’equilibrio, la correttezza delle transizioni, la precisione delle figure e la rispondenza dei cavalli agli aiuti del driver.

Si considerano inoltre la presentazione dell’attacco e l’impressione generale, secondo quanto previsto dalla ripresa e dal sistema di giudizio applicato.

I voti attribuiti dai giudici vengono poi trasformati in punti di penalità: migliore è la prova, minore sarà il punteggio».

Che cosa rende particolarmente complesso il Dressage di un tiro a quattro?

«Nel Four-in-Hand assume un’importanza fondamentale l’armonia dell’insieme.

I quattro cavalli hanno caratteristiche e funzioni differenti, ma devono presentarsi come un’unica unità: regolari nel ritmo, uniformi nel contatto, correttamente flessi e incurvati e in costante comunicazione con il driver».

Un tiro a quattro di cavalli grigi attraversa velocemente un ostacolo d’acqua illuminato dai riflettori, sollevando grandi spruzzi davanti alle tribune

L’immagine scelta per aprire questo articolo porta la firma di Andreas Steindl ed è la vincitrice della Silver Camera 2025, il prestigioso concorso internazionale promosso dall’Aachen-Laurensberger Rennverein per premiare la migliore fotografia equestre dell’anno. Il tiro a quattro lanciato nell’acqua, tra riflettori, pubblico e spruzzi sospesi nell’aria, condensa in un solo fotogramma potenza, coordinazione e spettacolarità degli Attacchi.

La Maratona: regolarità e velocità

Perché la Maratona viene paragonata al cross-country del completo?

«La maratona rappresenta la prova di campagna del Combined Driving ed è, sotto molti aspetti, assimilabile al Cross-Country dell’Eventing.

Mette alla prova preparazione atletica, resistenza, velocità, coraggio e maneggevolezza dei cavalli, insieme alle capacità tecniche, tattiche e decisionali del driver.

Driver e cavalli devono funzionare come un’unica unità atletica».

Vince semplicemente chi completa la Maratona nel minor tempo?

«No, perché la Maratona combina una fase di regolarità con vere e proprie fasi di velocità.

Nella fase di regolarità il driver deve rispettare i tempi stabiliti dal regolamento in funzione della distanza e della velocità prescritta. Non deve quindi percorrere il tratto il più rapidamente possibile, ma arrivare all’interno della finestra temporale prevista, gestendo correttamente ritmo, velocità e condizione dei cavalli.

Sia l’anticipo sia il ritardo rispetto ai tempi prescritti comportano penalità».

Dove comincia, invece, la corsa contro il cronometro?

«La velocità diventa determinante all’interno degli ostacoli.

Ogni ostacolo contiene porte contrassegnate dalle lettere A, B, C, D e così via, che devono essere attraversate nella sequenza e nella direzione corrette. Dal momento in cui l’attacco entra nell’ostacolo fino alla sua uscita, il tempo diventa fondamentale: più rapidamente l’ostacolo viene completato correttamente, minori saranno le penalità accumulate.

La maratona unisce quindi due capacità apparentemente opposte. Da una parte driver e cavalli devono saper regolarizzare lo sforzo, rispettando tempi e velocità prescritti; dall’altra devono esprimere velocità, precisione ed efficacia all’interno degli ostacoli».

Da che cosa derivano le penalità della maratona?

«Possono derivare dagli anticipi o dai ritardi nella fase di regolarità e dal tempo impiegato all’interno degli ostacoli.

A queste si aggiungono le penalità previste dal regolamento per errori, disobbedienze, abbattimenti di elementi mobili o altre infrazioni».

La linea più corta all’interno di un ostacolo è sempre la più conveniente?

«No, ed è proprio qui che emergono la capacità tattica del driver e la sua conoscenza dei cavalli.

Nel tiro a quattro la scelta della linea è determinante. Il driver deve valutare quale traiettoria offra il miglior equilibrio tra distanza, velocità, fluidità e sicurezza.

La linea geometricamente più corta non è necessariamente quella più veloce. Una traiettoria leggermente più ampia, ma percorsa mantenendo ritmo, impulso e scorrevolezza, può risultare molto più efficace.

È nella maratona che diventano particolarmente evidenti la fiducia reciproca, la preparazione e l’intesa tra driver e cavalli: tutte qualità costruite attraverso l’addestramento e già verificate nel Dressage».

I coni: la precisione dopo la fatica

In che cosa consiste la prova dei Coni?

«Il percorso è costituito da una successione di porte numerate, formate da coppie di coni sulle quali vengono posizionate delle palline.

La larghezza di ogni porta viene stabilita in relazione alla carreggiata della carrozza, con le maggiorazioni previste dal regolamento per la categoria e il livello della competizione.

Il percorso deve essere completato rispettando l’ordine delle porte e il tempo consentito. L’abbattimento di una pallina o di un elemento comporta penalità, così come il superamento del tempo e gli altri errori previsti dal regolamento».

Foto 6 boyd

FEI World Cup Driving – Mechelen 2019

Perché i Coni non sono soltanto una prova di precisione?

«Il loro significato va molto oltre l’eventuale caduta di una pallina.

Dopo lo sforzo della maratona i cavalli devono dimostrare di essere ancora attenti, equilibrati, reattivi e raffinati agli aiuti, rimanendo perfettamente sotto il controllo del driver.

È quindi anche una verifica della permeabilità agli aiuti: nonostante la fatica fisica e mentale accumulata, i cavalli devono continuare a rispondere con precisione, mantenendo equilibrio, ritmo e disponibilità.

Da questo punto di vista, i coni sono una vera cartina di tornasole del buon addestramento. Un cavallo correttamente preparato deve riuscire a ritrovare concentrazione, precisione e finezza anche dopo l’impegno della maratona».

Nel tiro a quattro quanto è difficile passare tra i coni senza perdere velocità?

«È una prova di altissima precisione. Il driver e i cavalli devono rimanere competitivi e mantenere una velocità adeguata, senza perdere equilibrio, controllo e qualità della comunicazione.

Non basta evitare gli abbattimenti: bisogna riuscirci rispettando il tempo e conservando la qualità dell’insieme».

Chi vince davvero un Completo Attacchi?

Il vincitore è il migliore nelle singole prove?

«Non necessariamente. Il risultato finale non premia semplicemente il miglior dressage, la maratona più veloce o il percorso coni più preciso.

Premia il driver e i cavalli che, nell’insieme delle tre prove, dimostrano il più alto livello di completezza atletica, tecnica e di addestramento.

Il percorso logico è molto chiaro:

  • Dressage: qualità dell’addestramento e preparazione atletica.
  • Maratona: regolarità, capacità atletica, resistenza, coraggio, velocità e recupero.
  • Coni: precisione, controllo e permeabilità agli aiuti dopo lo sforzo.

L’addestramento e la preparazione atletica preparano alla maratona; la maratona mette alla prova quella preparazione; i coni verificano quanto di quell’addestramento sia rimasto disponibile e raffinato dopo lo sforzo.

È proprio questa combinazione a rendere il Combined Driving una disciplina davvero completa».

Ringraziamo di cuore Roland Morat, domani ci sarà la prova di Dressage dei primi 27 equipaggi in gara ad Aachen: e anche la seconda puntata dei segreti della Combinata Attacchi!

Tags: Aachen 2026 attacchi Combined Driving completo attacchi coni dressage fei Four-in-Hand luca cassottana maratona principe filippo Roland Morat tiro a quattro
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