L’Italia ha conquistato due medaglie nel Volteggio ai FEI World Championships di Aachen 2026: l’argento di Rebecca Greggio e Davide Zanella nel Pas de Deux e il bronzo nell’Official Team Competition. La Nazionale era guidata dalla chef d’équipe Paola Speranza. Nel 2027 l’Italia ospiterà a Verolanuova il Mondiale Junior e Young Vaulters e il Campionato Europeo Senior.
Due medaglie nell’ultima giornata del Mondiale di Volteggio: l’argento di Rebecca Greggio e Davide Zanella nel Pas des Deux e il bronzo conquistato dall’Italia nell’Official Team Competition.
Il Volteggio azzurro lascia i FEI World Championships di Aachen 2026 con un risultato che va oltre ogni più rosea aspettativa, maturato in uno dei contesti più prestigiosi e competitivi dell’equitazione mondiale.
Dopo averci presentato la squadra alla vigilia delle gare, abbiamo nuovamente raggiunto Paola Speranza, chef d’équipe della Nazionale italiana di Volteggio, per farci raccontare le emozioni, il lavoro e il significato di un Mondiale che resterà nella storia della disciplina azzurra.
Paola Speranza, come ci si sente dopo un Mondiale del genere?
«Personalmente è stata un’esperienza travolgente sotto ogni punto di vista. La location è pazzesca: Aachen, lo sappiamo tutti, è il tempio dell’equitazione e trovarsi lì porta già di per sé in un’altra dimensione.
Poi sono arrivate queste medaglie, che ci hanno letteralmente acceso. È stata un’esplosione di gioia: le emozioni che abbiamo provato sono state le nostre vere medaglie.
Vedere questi ragazzi riconosciuti e premiati è stato bellissimo. Per loro, come hanno già raccontato in altre interviste, è stata la ricompensa per tutto il lavoro svolto. Aver vissuto quell’atmosfera e percepito un’emozione così forte è stato un regalo immenso.
Per me, che in questa manifestazione ho rivestito il ruolo di chef d’équipe, è stato ancora più speciale. Salire sul podio insieme a loro durante la premiazione dell’Official Team Competition è stato incredibile e del tutto inaspettato. Hanno chiamato gli chef d’équipe delle prime tre squadre, ma io non pensavo che sarei salita con i ragazzi: mi hanno presa in contropiede».
Due medaglie che premiano non soltanto gli atleti, ma tutto il gruppo che ha lavorato ad Aachen.
«Sono molto felice per l’intero Team Italia, che ha lavorato tantissimo e ha creduto nel risultato fino alla fine. I cavalli sono stati straordinari, ma queste medaglie sono anche il frutto del lavoro di tutte le persone che stanno dietro agli atleti.
I ragazzi sono naturalmente i protagonisti principali, ma intorno a loro ci sono la longeur, il veterinario, il fisioterapista umano, il fisioterapista equino, il tecnico e tutti gli altri componenti dello staff. Ad Aachen tutto ha funzionato e io posso soltanto ringraziare ciascuno di loro».
Alla vigilia non era facile immaginare un epilogo così felice. Rebecca Greggio e Davide Zanella hanno dimostrato ancora una volta di non sapersi arrendere davanti alle difficoltà.
«Non mollare mai e crederci fino all’ultimo sono qualità fondamentali nello sport. Rebecca e Davide lo hanno fatto e sono riusciti a trascinare tutta la squadra.
Quando sono entrati nell’Official Team Competition, insieme alla squadra, avevano una grandissima voglia di dimostrare il proprio valore sportivo. E lo hanno fatto nel modo migliore».
La squadra ha raccolto quell’energia e ha saputo trasformarla in un bronzo mondiale, confrontandosi con autentiche potenze del Volteggio come Germania e Francia.
«I ragazzi hanno dimostrato una maturità incredibile. Prima del loro ingresso in campo li accompagnavo fino a pochi istanti dal momento in cui avrebbero varcato la soglia dell’arena: li guardavo e li osservavo. Erano tutti estremamente concentrati.
Alice Dal Paos, che ha tredici anni ed entra per prima perché è la flyer della squadra, è un autentico portento. Non l’ho mai vista turbata. Anche di fronte a un’arena così importante è rimasta concentratissima e non si è lasciata condizionare dall’ambiente.
Sono veramente fiera di loro e di come hanno lavorato. Questo risultato farà bene a tutto il movimento del Volteggio italiano».
Durante la settimana avete dovuto affrontare anche alcune difficoltà fisiche.
«Sì, ne abbiamo affrontate diverse. Alcuni ragazzi avevano piccoli acciacchi e il fisioterapista ha lavorato molto bene. Anche i cavalli sono stati seguiti costantemente dal veterinario e dal fisioterapista equino.
C’era inoltre un atleta che rientrava dopo tre anni segnati da un infortunio, e tornare non è mai semplice. Ma tutti sono stati all’altezza della situazione e hanno saputo superare le difficoltà incontrate durante la settimana.
Evidentemente gli astri hanno girato a nostro favore. Ma non ci hanno regalato niente: quanto abbiamo ottenuto ce lo siamo guadagnato sul campo».
E certamente Aachen non era il luogo nel quale aspettarsi regali.
«Assolutamente no. Abbiamo visto quanto fossero forti e agguerriti gli altri team, a cominciare da Germania e Francia. È stata una competizione bellissima e di altissimo livello».
Anche il quarto posto di Davide Zanella nell’Individuale Maschile racconta quanto l’Italia sia stata vicina ai vertici.
«Davide ha chiuso al quarto posto ad appena 0,032 punti dalla medaglia di bronzo. Eravamo davvero lì.
Il Volteggio è uno sport a giudizio: ci si sottopone alla valutazione di otto giudici e bisogna accettare il verdetto. Naturalmente perdere un podio per così poco brucia, ma la prestazione di Davide è stata eccezionale».
Ad Aachen abbiamo ritrovato anche Rosenstolz 99, una vecchia conoscenza del Volteggio italiano, che ha accompagnato l’americana Kimberly Palmer alla medaglia di bronzo nell’Individuale Femminile.
«Rosenstolz ha lavorato benissimo. Nell’ultima giornata era piuttosto allegro: nonostante tutta la sua esperienza, anche lui ha sentito l’atmosfera dell’arena.
È stato bellissimo rivederlo ad Aachen. Il suo nome è già legato a quel luogo: sul muro che conduce al grande stadio sono riportati i vincitori delle diverse edizioni e lì c’è anche il successo ottenuto nel 2017 da Silvia Stopazzini e Lorenzo Lupacchini, con Rosenstolz e Laura Carnabuci alla longe, nella Finale di Coppa del Mondo di Pas de Deux.
Avremmo voluto fotografarlo davanti a quel muro, ma non ci è stato permesso di arrivarci con i cavalli. Sarebbe stata un’immagine meravigliosa».
Qual è stato l’apporto di Lorenzo Lupacchini alla squadra azzurra?
«Lorenzo è un professionista estremamente serio e il suo contributo ci ha aiutato tantissimo. Conosce bene questi livelli di competizione e sa che cosa significa affrontare appuntamenti tanto importanti. La sua esperienza è stata preziosa per l’intero gruppo».
Queste medaglie possono diventare un punto di partenza per continuare a far conoscere il Volteggio anche al grande pubblico?
«Credo che sia importante mantenere viva l’attenzione. E il prossimo anno sarà fondamentale per l’Italia, perché nel 2027 ospiteremo a Verolanuova il Mondiale Junior e Young Vaulters e il Campionato Europeo Senior di Volteggio.
In primavera è previsto il test event internazionale, mentre in estate arriveranno i Campionati. Sarà un’occasione straordinaria per il nostro movimento e per avvicinare ancora più persone alla disciplina».
L’appuntamento di Verolanuova è stato assegnato ufficialmente all’Italia dalla FEI e si svolgerà nel periodo compreso fra il 1° e 8 agosto 2027.
Dopo l’argento mondiale di Rebecca Greggio e Davide Zanella e il bronzo dell’Official Team Competition, il Volteggio italiano ha ora davanti a sé un anno prezioso: il tempo necessario per trasformare l’entusiasmo acceso ad Aachen in un movimento ancora più conosciuto, seguito e sostenuto.
Perché, come ha detto Paola Speranza, gli astri possono anche girare dalla parte giusta, ma le medaglie bisogna guadagnarsele sul campo.























