Dopo oltre undici anni trascorsi insieme sui campi gara di tutto il mondo, oggi la cavalla di 21 anni di Sara Morganti ha salutato per sempre le competizioni, circondata dall’affetto dell’amazzone che con lei ha conquistato i più importanti podi internazionali, del proprietario Stefano Meoli, dei tecnici Laura Conz e Alessandro Benedetti e – anche se non presente fisicamente – di Victoria Morganti, sorella di Sara e groom di Royal, che in tutti questi anni si è presa cura di lei accompagnandola nella preparazione quotidiana.
A rendere omaggio a entrambe Marco Di Paola, presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, e Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, che, nel ring d’onore del Pala Range Rover di Fieracavalli a Verona, hanno consegnato una targa celebrativa a Sara Morganti e salutato Royal regalandole una coperta e la ghirlanda dei campioni.
La storia sportiva di questo binomio è fatta di risultati straordinari, conquistati nelle competizioni più importanti del dressage paralimpico mondiale. Insieme hanno vinto un oro e un argento ai FEI World Equestrian Games di Caen 2014 e due medaglie d’oro in quelli di Tryon 2018, un oro e un argento ai Campionati del Mondo di Herning 2022 e due bronzi ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. A questi si aggiungono le medaglie europee: due argenti a Rotterdam 2019, un bronzo a Deauville 2015 e due bronzi a Herning 2013. Un palmarès costruito in oltre un decennio di lavoro e intesa, con Royal capace di accompagnare Sara ai vertici delle classifiche internazionali e di condividere con lei alcuni dei momenti più importanti della sua carriera.
Ma la storia di Sara e Royal Delight non si esaurisce alla conta dei traguardi raggiunti. In questi anni, infatti, la cavalla è stata molto più di una compagna di gara: ha condiviso con Sara la fatica degli allenamenti, l’adrenalina delle grandi competizioni e la gioia di ogni vittoria, creando così un legame profondo e speciale, fatto di fiducia e intesa.
Da oggi per Royal si apre una nuova stagione: lontana dai rettangoli di gara e piena di prati verdi e riposo, proprio ciò che si merita per quello che ha regalato a Sara e alla storia del dressage paralimpico italiano.
Fonte: comunicato stampa






















