È ormai iniziato il conto alla rovescia per il grande appuntamento con il Longines Global Champions Tour di Roma. Il concorso ippico internazionale a cinque stelle che mette in palio la tredicesima delle quindici tappe del circuito 2026 è in calendario dal 9 all’11 ottobre.
Niente di nuovo sotto il profilo del programma agonistico: una struttura consolidata che offre sport favoloso con la tappa della Global Champions League e quella del Longines Global Champions Tour, ma molto, moltissimo di nuovo per quanto riguarda la sede di gara. Infatti dopo sei edizioni al Circo Massimo (le due del 2021, poi 2022, 2023, 2024 e 2025) e le prime cinque al Foro Italico allo Stadio dei Marmi (dal 2015 al 2019: l’edizione 2020 è saltata a causa del Covid), il concorso verrà organizzato presso l’ippodromo militare di Tor di Quinto, sede del reggimento Lancieri di Montebello.
È un fatto sensazionale, per varie ragioni. Prima di tutto lo spazio. L’ippodromo si trova in Roma ma l’ampiezza della sua area non ha nulla a che vedere con ciò che offrono lo Stadio dei Marmi e lo stesso Circo Massimo: il che vuol dire maggiore agevolezza nel montare e predisporre le strutture dedicate a pubblico e addetti ai lavori, ma soprattutto possibilità per i cavalli di avere a disposizione spazi verdi di enorme ampiezza per rilassarsi e stare fuori dal proprio box durante i momenti che non sono di gara o di preparazione alle gare.
In secondo luogo c’è un valore culturale di enorme significato. Tor di Quinto possiede una storia che in relazione al mondo del cavallo e dello sport equestre è seconda solo a quella di Pinerolo, il cui simbolo più scintillante è Federico Caprilli, l’inventore del sistema naturale di equitazione. Sebbene gran parte dell’elaborazione del nuovo modo di montare a cavallo Federico Caprilli l’avesse formalizzata e codificata a Nola e a Parma dove tra il 1896 e il 1901 aveva svolto servizio nel reggimento Lancieri di Milano (dopo essere stato peraltro istruttore a Tor di Quinto nel 1894 e a Pinerolo nel 1895), sono proprio Pinerolo e Tor di Quinto il teatro che spontaneamente si associa all’evoluzione del sistema di equitazione naturale: i due laboratori dove avviene l’organizzazione e l’addestramento di quel grande nucleo di cavalieri dai quali poi si propagherà in tutto il mondo il metodo italiano.
Dal 9 all’11 ottobre appassionati e famiglie potranno vivere gratuitamente (l’ingresso è libero) un programma ricco di appuntamenti, spettacoli e iniziative per tutte le età, tra proposte culturali, mostre interattive, rievocazioni storiche e gli immancabili show equestri serali. Al centro di tutto il cavallo, protagonista assoluto nella sua dimensione di atleta, compagno dell’uomo e straordinaria risorsa sociale, storica e culturale.
Dice Marco Danese, direttore sportivo del circuito Global: «L’ippodromo di Tor di Quinto è una sede molto equestre che tutti a Roma conoscono, molto grande, spazi enormi che offrono garanzie di carattere tecnico decisamente superiori rispetto a quanto accadeva al Circo Massimo o allo Stadio dei Marmi. Del resto con il reggimento Lancieri di Montebello c’è stata una grande sinergia fin dal primo anno della tappa Global di Roma. Il campo ostacoli sarà disposto di fronte alle tribune storiche dell’ippodromo e il terreno sarà in sabbia, mentre il campo principale dell’ippodromo sarà utilizzato come campo prova».
Dunque appuntamento a Roma il giorno 9 ottobre 2026 all’ippodromo militare di Tor di Quinto intitolato alla memoria del generale Pietro Giannattasio: azione sportiva in campo gara e scenario circostante promettono di offrire uno spettacolo memorabile.






















