Non soltanto endurance: per Diego Fumagalli, dell’allevamento La Bosana sulle colline piacentine, il Purosangue Arabo è anche un compagno di viaggio versatile e affidabile. Contano il carattere del singolo cavallo, la selezione e il modo in cui cresce.
Cinque giorni dalle colline piacentine al mare del Levante genovese, notti in tenda, boschi e sentieri.
Oppure un trekking in montagna, dove la capacità di recuperare dopo la fatica diventa una qualità preziosa.
Per Diego Fumagalli, dell’allevamento La Bosana, sono esperienze che raccontano il Purosangue Arabo almeno quanto una gara di Endurance.
La passione di Fumagalli è cominciata dai cavalli, è passata attraverso lo sport e ha trovato nei viaggi un altro modo di vivere il rapporto con loro: ora è il responsabile dell’agriturismo, dei trekking e della mascalcia di La Bosana.
Sempre con gli Arabi: cavalli che Fumagalli conosce anche come riproduttori, compagni di scuola e protagonisti delle passeggiate con i ragazzi che frequenta la scuola di equitazione de La Bosana.
Ne abbiamo parlato con lui, partendo da una domanda: quanto c’è da scoprire nel Purosangue Arabo quando lo si guarda come cavallo da trekking?

Dai cavalli all’Endurance, fino ai viaggi
Come è cominciata la sua passione? Sono arrivati prima i cavalli Arabi, l’Endurance o il trekking?
«Prima di tutto i cavalli. Poi è arrivato l’Endurance e, da lì, siamo passati anche ai trekking e alle passeggiate: per vedere posti nuovi e vivere il cavallo un po’ più da vicino. Non soltanto uscite di qualche ora, ma veri viaggi, con le notti in tenda».
Ha cominciato subito con i Purosangue Arabi?
«Sì, fin dall’inizio. E sono rimasto fedele a loro perché li considero cavalli molto versatili. Ci sono soggetti più insanguati, adatti alle gare di resistenza, e altri più tranquilli, con cui fare trekking e passeggiate, anche con i ragazzi. Un cavallo sereno può avere più attitudini e svolgere attività diverse».
Dopo tanti anni, quale qualità continua ad affascinarla?
«La resistenza. Ho fatto trekking con persone che montavano cavalli di altre razze e ho potuto apprezzarla anche in quel contesto: nelle molte ore in sella, così come alle velocità richieste da una competizione. Ma mi piace anche la loro versatilità. Ho provato con gli Arabi la monta da lavoro e qualche salto: a volte davvero siamo noi a limitarli a un solo ambito».

Cinque giorni fino al mare
Fra tutte queste attività, quale le dà più soddisfazione?
«I trekking a cavallo. Ho fatto traversate partendo dalle nostre colline e arrivando al mare, nel Levante genovese. In cinque giorni eravamo lì, con pernottamenti nei boschi e nelle pinete, senza appoggiarci sempre a strutture attrezzate per l’accoglienza».
Nell’Endurance il recupero è fondamentale. Quanto conta durante un viaggio?
«Conta molto anche lì. Ricordo un trekking a Livigno, con passaggi intorno ai tremila metri di quota: nel gruppo c’era un cavallo non Arabo che faceva più fatica a recuperare. In quell’occasione ho visto ancora una volta quanto i nostri PSA fossero capaci di recuperare dopo lo sforzo ed essere pronti a ripartire».
Gambe e piedi: conta la selezione
Chi conosce poco la razza può temere che un Arabo abbia gambe e piedi delicati una volta impegnato in percorsi out-door. Che cosa risponde?
«Che bisogna distinguere: ci sono linee diverse e obiettivi di selezione diversi. Quando si allevano cavalli destinati all’Endurance e alle passeggiate, gambe, appiombi e qualità dello zoccolo sono aspetti fondamentali. Nelle linee selezionate per queste attività troviamo anche piedi molto resistenti. Non si può giudicare tutta la razza allo stesso modo».
E dal punto di vista del carattere, che cosa apprezza nei suoi cavalli?
«Sono docili, ma quando chiedi qualcosa in più rispondono. Parlo dei cavalli che alleviamo noi, con cui facciamo anche scuola: sanno essere tranquilli e disponibili, ma se chiedi loro un impegno maggiore ci mettono il cuore».

Nus Bosana, equilibrio anche da stallone
C’è un cavallo che rappresenta particolarmente bene il suo ideale di Arabo da trekking?
«In questo periodo monto Nus Bosana, uno dei nostri stalloni. Per me è un ottimo esempio: è equilibrato e rimane serio nel lavoro anche durante la stagione di monta».
Ha già ritrovato queste qualità nei suoi figli?
«Sì: trasmette buon carattere, struttura, bei appiombi e piedi neri, forti. E un buon cuore».
Arabi anche per la scuola
Usate i Purosangue Arabi anche con i ragazzi: qualcuno si stupisce?
«Capita che ci chiedano: “Ma usate gli Arabi anche per i bambini?”. C’è l’idea che siano tutti difficili, molto energici e sempre in avanti. Poi, quando vedono i nostri, capiscono che bisogna conoscere i singoli cavalli prima di ‘battezzarli’.
Ho accompagnato diciotto ragazzi con diciotto cavalli in un’uscita sulle colline piacentine: circa il novanta per cento erano Arabi e non abbiamo avuto problemi».
Quanto incide il modo in cui vengono allevati?
«Molto. I nostri cavalli nascono sui prati, imparano a muoversi e sanno dove mettere i piedi. Le qualità del cavallo contano, ma conta anche la metodologia di allevamento».

Endurance e trekking, qualità che si incontrano
Quali sono i numeri della Bosana?
«Abbiamo complessivamente circa 450 cavalli: all’incirca metà sono di privati e metà nostri. Fra quelli di nostra proprietà ci sono circa 150 Arabi. Quest’anno abbiamo 35 fattrici PSA, con linee selezionate soprattutto per l’Endurance».
Una selezione che può dare buoni cavalli anche per il trekking?
«Sì, assolutamente. Endurance e trekking vanno di pari passo».
A La Bosana ci sono anche alcuni Anglo-Arabi. Quale contributo riconosce alla componente Araba?
«Secondo la nostra esperienza, porta resistenza e qualità dei piedi; nell’Anglo-Arabo troviamo anche maggiore altezza e velocità».
Dal cronometro al sentiero, dunque, alcune qualità primordiali dell’Arabo restano preziose: la resistenza, il recupero, la disponibilità al lavoro.
Nel racconto di Fumagalli, però, il cavallo da turismo equestre prende forma anche grazie alle scelte quotidiane di chi lo alleva e lo prepara. E quando gli si chiede qualcosa in più, fra le doti che contano c’è quella che Diego ripete con semplicità: il buon cuore.
Contenuti realizzati in collaborazione con ANICA, Associazione Nazionale Italiana Cavallo Arabo























