La montagna che cambia, i sentieri cancellati dalla neve, le valanghe che scendono dove un tempo il bosco riusciva a contenerle.
E poi i lupi, “gran signori” dell’Appennino, e una scelta di vita che resta ostinata nonostante tutto: quella di continuare a vivere lassù, in mezzo agli animali e alla natura vera.
Con Frank Montefusco siamo partiti dalle immagini impressionanti delle slavine che nelle scorse settimane hanno colpito la Maiella, sfiorando anche la loro stazione di posta cavalli, per arrivare a parlare di territorio, equilibrio naturale e convivenza con la fauna selvatica.
Sempre con uno sguardo diretto, appassionato e profondamente legato alla montagna.
«La nevicata è stata eccezionale, ma il problema è anche che il territorio non è più quello di una volta» racconta Frank.
«Un tempo la montagna era vissuta, pascolata, coltivata. I boschi venivano curati e reagivano in maniera diversa anche agli eventi estremi».
Secondo Montefusco, l’abbandono progressivo delle aree montane ha cambiato profondamente l’equilibrio naturale.
«Quando il bosco era mantenuto pulito, la neve riusciva a scaricare gradualmente. Oggi invece si accumula in quantità enormi frenata da sottobosco e alberi morti, e quando cede lo fa con una violenza impressionante, trascinando con sé anche alberi interi».
Le immagini arrivate dalla Maiella e da molte aree dell’Appennino centrale raccontano infatti un territorio ferito, con sentieri cancellati, alberi abbattuti e intere zone diventate difficili da attraversare.

Gli alberi abbattuti e portati a valle dalla valanga
Un problema che pesa sul lavoro di chi, come Frank e Claudia, vive anche di escursionismo e turismo equestre.
«Oggi, se qualcuno mi chiede un trekking a cavallo, devo prima verificare se i percorsi sono ancora praticabili» spiega. «In molti punti non esiste più la sentieristica che avevamo costruito negli anni insieme al Parco della Maiella. Ci sono alberi spezzati ovunque, passaggi cancellati, tratti che non sono più sicuri».
Eppure, nel racconto di Francesco, non c’è soltanto amarezza.
C’è soprattutto il rapporto quotidiano con una natura potente, a volte difficile ma ancora capace di regalare momenti straordinari.
«Noi viviamo probabilmente in una delle zone dell’Appennino con la maggiore presenza di lupi» racconta. «Eppure conviviamo serenamente. Loro fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro».
Un punto di vista interessante, soprattutto in un periodo nel quale il tema dei grandi predatori divide spesso l’opinione pubblica.
«Qui i lupi trovano tantissimi ungulati selvatici, cervi e caprioli. Le nostre pecore praticamente non le considerano. È una convivenza possibile, se si conosce il territorio e si accettano le dinamiche della natura».
Anzi, Montefusco vede proprio nel lupo un alleato naturale contro l’eccessiva presenza di cinghiali e cervi.
«Il lupo mantiene un equilibrio, è un gentiluomo. Dove c’è lui, i cinghiali spariscono o si spostano. Bisogna imparare a osservare la natura senza guardarla sempre e solo come un problema».
E in mezzo alle difficoltà restano anche le piccole scene quotidiane che rendono speciale vivere lassù.
Come il cerbiatto trovato accucciato tra i filari della vigna durante la potatura, o Nanda, la giovane mula di Frank, che si arrampica curiosa con lui anche libera, sui giganteschi accumuli di legna trascinati a valle dalla neve.

«Non si può essere altro che positivi» dice Frank quasi ridendo. «La montagna ti obbliga ad adattarti. Ci sono le difficoltà, certo, ma finché si può stare qui si va avanti».
E poi c’è il momento più impressionante: quello della valanga.
«Eravamo in casa quando abbiamo sentito un vento fortissimo» ricorda. «Ho capito subito che era una valanga. Quello che spaventa davvero è il suo soffio: l’onda d’aria che arriva prima della neve. È quella che fa i danni maggiori».

La valanga a sinistra, in alto a destra la Stazione di posta cavalli Maiella
Un’esperienza che lascia il segno, ma che non sembra avere scalfito la scelta di vita di Frank e Claudia.
«Chi vive in montagna sa che deve adattarsi. In pianura ci sono alluvioni, frane, altri problemi. Noi abbiamo la neve. La affrontiamo e andiamo avanti».
Nel frattempo però resta la preoccupazione concreta per la stagione estiva e per il futuro delle attività escursionistiche:
«Molti percorsi sono ancora impraticabili e dobbiamo essere onesti con chi vorrebbe venire qui. La situazione, in alcune zone della Maiella, è davvero pesante».
Ma basta ascoltarlo parlare dei suoi animali per capire che il legame con queste montagne è ancora fortissimo.
«I cavalli stanno benissimo» scherza Frank. «Mangiano, dormono e lavorano poco… direi che sono quelli che se la passano meglio di tutti».

Amici di Frank e Claudia che hanno cercato di raggiungerli a cavallo
























