Molto spesso accade che, con le migliori intenzioni del mondo, facciamo passare sensazioni e sentimenti degli animali – come per esempio lo stress – attraverso ‘occhiali da lettura’ prettamente umani. Un esempio? Se abbiamo freddo, mettiamo la coperta al nostro cavallo perché automaticamente pensiamo che anche lui condivida la nostra percezione.
In realtà, il parametro umano non aderisce sempre a quello dei nostri amici. In molti casi, la lettura più diretta in merito alle loro preferenze ci viene fornita dai parametri vitali. Frequenza respiratoria e cardiaca sono indici molto fedeli del grado di gradimento o sfavore dei cavalli rispetto a una quantità enorme di agenti esterni perché sono rivelatori del loro stato di stress. In condizioni di equilibrio del benessere lo stress è minimo. Se invece l’animale si confronta anche solo con uno stato di disagio, lo stress sale e con lui gli indici dei parametri vitali.
In realtà, accade la stessa cosa anche tra gli umani… Con la differenza che se una data azione o circostanza ci infastidisce, abbiamo la facoltà di dirlo e semmai farla cessare. Cosa che invece non è data ai nostri cavalli.
Lo studio di Slottsskogen
Recentemente, al parco faunistico Slottsskogen a Göteborg, il più antico ‘zoo’ della Svezia, è stato condotto uno studio. Con l’aiuto di un piccolo branco di 8 cavalli si è cercato di capire quali sono – in un criterio di ricerca delle migliori condizioni per il benessere degli animali – le circostanze che possono essere causa di stress dovute al flusso dei visitatori.
Agli animali sono stati applicati dei rilevatori della frequenza cardiaca per seguire le loro reazioni alle situazioni che normalmente incontrano nella normale esistenza nel parco.
Ne sono emersi dati piuttosto interessanti.
In reazione alle coccole e alla vicinanza fisica con l’uomo – spesso si è portati a credere che il nostro irrefrenabile desiderio di toccarli provochi fastidio – gli 8 cavalli interessati dallo studio hanno invece mostrato di non subire particolare stress.
Secondo quanto spiegato da Isidora Dundjerovic, titolare della ricerca, i cavalli hanno un ritmo cardiaco che va dai 42,5 battiti al minuto in condizioni di riposo a 85 durante un esercizio fisico di media intensità. Quando i cavalli sono stati ‘circondati’ da un gruppo di bambini che hanno iniziato a fare loro carezze e a toccarli, il ritmo cardiaco è rimasto intorno a 51. Di contro, quando i cavalli hanno sentito il rumore di un escavatore in lontananza, il ritmo si è alzato e il branco si è immediatamente spostato per allontanarsi dall’origine del rumore.
Se il rumore della macchina è stato fonte di stress, altrettanto non può essere detto dell’abbaiare di alcuni cani durante una passeggiata. I cavalli li hanno letteralmente ignorati, forse in virtù della lunga coesistenza con umani e con altri animali domestici che hanno imparato a conoscere.























