Domenica pomeriggio i tifosi interisti hanno festeggiato lo scudetto della loro squadra del cuore: e sin qui, va bene.
Peccato che diversi tra loro, giovanissimi per la maggior parte, abbiano pensato bene di farlo salendo sulla copertura dei box delle scuderie del Centro Ippico Lombardo, che si trova a ridosso dello stadio.
Ci correvano sopra, urlavano correndo da una parte all’altra.
Sotto i cavalli, terrorizzati dal rimbombo, con il rischio si facessero del male sbattendo contro le pareti dei box o tentando fughe impossibili.
Quali aggettivi si possono usare per chi si comporta in un modo così stupido, e incurante non solo del benessere e della tranquillità dei cavalli, ma anche del proprio?
Perché i tetti in lamiera dei box non sono certo fatti per sopportare il peso di una torna di pseudo-sportivi: non vogliamo pensare a cosa sarebbe successo se in qualche parte avessero ceduto.
Sotto la paura dei cavalli, la possibilità che venissero causate loro ferite e dolore.
Sopra degli adolescenti senza il freno del buon senso, senza senso del limite, senza rispetto per le cose altrui e nemmeno per gli animali.
Desolante, triste, a tratti angosciante rendersi conto del vuoto prneumatico che riempie certe persone, là dove dovrebbero esserci buon senso, rispetto, attenzione verso se stessi e gli altri.
Il presidente del Circolo Ippico Lombardo, Fabio Lazzaroni, ha detto: “Il C.I.L. condivide con la città la gioia per i risultati sportivi e non intende sminuire la legittima euforia di una piazza in festa. Festeggiare è sacrosanto. Ma esistono luoghi — come le scuderie dove vivono animali — che non possono diventare palcoscenici di sfogo collettivo senza conseguenze. Rivolgiamo un appello diretto ai tifosi nerazzurri e a chiunque si trovi nei pressi del quartiere ippico durante le future celebrazioni: rispettate gli animali. Rispettate le strutture storiche, rispettate la vostra stessa sicurezza. I cavalli non scelgono di vivere accanto a uno stadio. Noi sì: lo facciamo da oltre settant’anni, e continueremo a farlo. Ma questo richiede rispetto reciproco”.
Aldo Brielli, avvocato e socio del C.I.L.: “Da avvocato, prima ancora che da socio e cavaliere, non posso non rilevare come comportamenti di questo tipo integrino violazioni evidenti: dall’invasione di proprietà privata al danneggiamento di beni tutelati, fino alla messa in pericolo di persone e animali. Ma al di là del profilo giuridico, che lascio ad altre sedi, c’è un tema di responsabilità culturale e di rispetto per i cavalli, esseri particolalrmente esposti a stress e pericolo, e per chi in quei luoghi lavora ogni giorno. Festeggiare è legittimo, ma fino a che punto ci si può spingere senza travalicare in condotte che mettano a rischio sicurezza, patrimonio e dignità altrui? E soprattutto: dove deve essere tracciato il confine regolamentare tra l’euforia collettiva ed il rispetto dovuto a persone, animali e cose?”.
Alessio Mogliani, socio del centro: “Le persone su quei tetti erano, per la maggior parte, ragazzi normali. Tifosi. Ma in gruppo, accomunati dalla stessa euforia, diventano qualcosa di diverso: mettono in pericolo tutto quello che hanno intorno senza rendersene conto. Perché pensano che in branco le regole si possono violare. Qualsiasi cosa venga in mente, in gruppo si può fare. Si infrange il codice della strada: senza casco, contromano, per via Fetonte. Si viola la proprietà privata del Centro Ippico Lombardo perché lo fanno tutti e nessuno può fermarli”.
Vincenzo Distefano, socio del C.I.L.: “Da interista, mi sento coinvolto. È una questione di rispetto che coincide con l’accettazione del limite. Ma il branco annulla la stessa percezione delle regole. Sotto quei tetti non ci sono strutture vuote, ma cavalli, persone al lavoro, una realtà che esiste da decenni. Festeggiare è giusto. Ma la libertà di farlo finisce nel momento in cui si smette di rispettare le regole mettendo a rischio la propria sicurezza, quella degli altri, degli animali e di chi quei luoghi li vive e li protegge ogni giorno”.
Qui la fonte delle citazioni, da Il Mohicano























