Tra Ambelia e Palagonia ci sono, in linea d’aria, 10-15 chilometri al massimo. Da una parte si promuove la cultura del cavallo. Dall’altra no. Dall’altra si fanno le corse clandestine. Perché queste due realtà così attigue non si parlino potrebbe essere un buon quesito da porre alle tante istituzioni che si occupano di cavalli.
Ma forse il tema, oltre che culturale, è di altra natura… Ben ce lo spiegano le forze dell’ordine: dietro alle corse clandestine c’è la malavita organizzata. E per contrastarla ci vogliono strumenti ‘veri’. Che possono essere attivati solo con una vigilanza strettissima sul territorio. Ogni corsa clandestina è una picconata all’immagine di un’isola che avrebbe di suo una lunga e preziosa tradizione equestre. Ma non solo. È una picconata a un paese, l’Italia, che all’estero viene ancora considerato come la patria della criminalità organizzata.
Tra ieri e oggi, moltissime testate locali siciliane hanno dovuto ancora una volta titolare un pezzo sulle corse clandestine. Grazie a un video che è stato reso pubblico da Enrico Rizzi, attivista animalista, abbiamo avuto la cronaca puntuale di una corsa che si è svolta a Palagonia venerdì mattina all’alba. Con l’abituale codazzo delle moto e con colpi di pistola e kalashnikov per rendere tutto ancora più spaventoso.
Le immagini sono state acquisite anche dalle forze dell’ordine, questa volta la Polizia, che avrebbe già individuato i cavalli, i guidatori dei birocci e molti dei partecipanti all’evento criminoso. Quasi tutti provenienti dal solito San Cristoforo, il quartiere del capoluogo etneo che continua a brillare per degrado e infiltrazione malavitosa.
Le immagini rubate dai frame di queste barbarie non rendono quasi mai l’idea, i video invece sì…
Questo il link per vedere quello della corsa messo online da Enrico Rizzi https://www.facebook.com/reel/1330152695702083
Visto che l’amore per i cavalli non c’entra con questi atti organizzati solo per muovere denaro e riciclarlo, perché non si valuta l’idea di cominciare a raccogliere scommesse su chi ripete la tabellina del sette più velocemente?
Il comunicato della Polizia
Tra i comunicati odierni della Questura di Catania, spicca un altro intervento che si è svolto a Catania nel contrasto al problema di illeciti legati ai cavalli. Illeciti che spesso vengono identificati come ‘una risposta fisiologica’ alla complessità normativa della custodia di cavalli.
È venuto il momento di fare un po’ di chiarezza. Senza fare paragoni con altri luoghi del nostro lunghissimo paese, a Catania se si tiene un cavallo in garage, non è colpa del comune che non ti ha dato il permesso. È illegale e l’uso che si farà di quel cavallo non ha nulla a che vedere con l’amore per gli animali.
Riportiamo qui sotto, a ogni buon conto e per fare informazione, il comunicato della Polizia di Catania.

Scoperte dalla Polizia di Stato due stalle abusive nel quartiere “San Cristoforo”. L’attività si inquadra nell’ambito di una costante azione di controllo posta in essere dai poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, in sinergia con i medici del Servizio Veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania, condotta attraverso mirate verifiche volte ad accertare la presenza di animali abusivamente allevati e detenuti.
Nei giorni scorsi, gli agenti della squadra volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti, a seguito della segnalazione di una donna, giunta al numero unico di emergenza, che ha notato due pony costretti a trainare dei calessi, in mezzo al traffico veicolare, nei pressi del cimitero di Catania.
Giunti rapidamente sul posto, gli agenti hanno subito individuato i calessi oggetto della segnalazione. Nello stesso contesto, vi erano alcuni giovani a bordo di scooter che alla vista della pattuglia hanno tentato di allontanarsi. Uno degli scooter, bloccato dagli agenti, è stato sottoposto al controllo dal quale è emerso che il veicolo, privo di copertura assicurativa, era già sottoposto a fermo; pertanto, i poliziotti hanno proceduto al sequestro del mezzo finalizzato alla confisca.
Le successive attività scaturite dal controllo hanno consentito l’individuazione di due stalle nel quartiere San Cristoforo.
Gli agenti della Squadra a Cavallo della Polizia di Stato, insieme ai medici del Servizio Veterinario dell’Asp, hanno effettuato due verifiche. In particolare, nel corso del secondo accertamento, i poliziotti sono riusciti a trovare entrambi gli equidi del controllo in strada.
Dagli accertamenti sono emerse gravi irregolarità. I pony, privi di microchip, non erano mai stati sottoposti ad accertamenti sanitari obbligatori, come il test per l’anemia infettiva, che rappresenta un serio rischio per altri animali.
Le stalle, prive di codice aziendale, sono risultate abusive. Inoltre, dall’impossibilità di tracciare gli animali emerge il rischio che gli stessi possano essere impiegati in attività illecite o macellati senza controllo.
I medici veterinari hanno sottoposto a vincolo sanitario gli animali e imposto il trasferimento in un’azienda autorizzata. Ai due pony, in buone condizioni di salute, è stato applicato il microchip così da conoscere la storia degli equidi in futuro e risalire ai proprietari. Sono state contestate sanzioni amministrative per complessivi 11 mila euro.
I conducenti dei calessi, privi dei requisiti imposti dalle norme per i veicoli, sono stati sanzionati per le violazioni al Codice della strada.
Per chi volesse vedere il video dell’intervento… https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/f34e5f3a-4b7c-11f1-9667-736d736f6674























