Ormai chiara la genesi dell’incendio che ha divorato 700 ettari di bosco sul Monte Faeta, tra il 28 aprile e il 2 maggio scorsi. Un fuoco acceso per eliminare le potature di ulivo e mal gestito, in una giornata di vento forte e sfortunate coincidenze.
Un disastro che ha ferito il delicato equilibrio dei Monti Pisani, e che espone la zona colpita a rischio frane quando arriveranno le pioggie. Ma che grazie alla pronta collaborazione di tanti non ha fatto troppe vittime, almeno tra gli animali domestici.
Un po’ per via della bassa antropizzazione, un po’ perché ci sono stati il tempo di mettereli al sicuro e tanta buona volontà da parte di istituzioni e privati cittadini.
Le Guardie Zoofile del Nucleo Operativo Guardia Rurale Ausiliaria (N.O.G.R.A.) hanno infatti facilitato e scortato il trasferimento di due asini, condotti a mano dal proprietario vicino ad Asciano, direzione Calci, in 35 minuti di cammino.
Subito dopo, mentre si intensificavano le difficoltà a causa di fumo e fiamme, due mezzi e personale a piedi del N.O.G.R.A. hanno accompagnato due cavalli portati a mano dai loro detentori in basso, verso via dei Condotti.
Decisiva per loro la scelta di non fermarsi ad attendere i trasporti con mezzi meccanici al punto di sosta previsto.
Scortati da due mezzi coi lampeggianti di emergenza accesi in testa e in coda al piccolo corteo per renderlo meglio visibile, i cavalli hanno trovato ospitalità in un paddock messo a disposizione da un provato.
Erano già state allertate diverse associazioni equestri della zona per trasportare gli equidi sfollati con i trailer, ma non è stato necessario il loro intervento.
Ma anche dopo questi due interventi il lavoro degli operatori volontari è continuatio, per assistere tartarughe, pesci, cocorite, gatti, conigli domestici, cani e pony rimasti nelle aree meno a rischio ma comunque evacuate.
Grazie a loro sono arrivati regolarmente cibo, coccole, e tutte le attenzioni necessarie.
Il Governatore della Regione Eugenio Giani ha dichiarato intanto lo stato di emergenza: “Sono stati devastati più di settecento ettari di bosco. Oltre a rendere necessaria l’evacuazione di migliaia di residenti è stato un rogo di vastissime proporzioni. Occorre ripristinare velocemente i danni e intervenire contro i rischi di dissesto idrogeologico dei versanti colpiti dalle fiamme, piantando nuovi alberi”.

L’Incendio del Monte Faeta giovedi pomeriggio, foto di Maria Cristina Magri
Ma ci vorrà tempo per rimarginare quella ferita nera, che per giorni ha bruciato riempiendo sporcando il cielo azzurro con il suo fumo spesso.
E’ andata molto peggio agli animali selvatici, impossibile calcolare le vittime tra loro: ma è già iniziato il piano per aiutare quelli rimasti.
Sono stati programmati rilasci di fieno e altri cibi graditi ai limiti della linea del fuoco, per fare in modo che i superstiti non abbandonino la zona.
Solitamente, dopo una decina di giorni da questi disastri, gli animai che vivevano in zona e sono sopravissuti ritornano verso il loro territorio.
Facendo trovare loro cibo in loco si evita la loro dispersione altrove, e si favorisce il lavoro di ripopolamento.
Qui la fonte della notizia, da PIsatoday.
© PisaToday
























