Alle sei e mezza del pomeriggio, nel sud-ovest di Yellowstone, le ombre iniziavano a dominare nel bosco. La zona di Dunanda Falls, nel Wyoming, non è il genere di posto in cui si possa pensare di trovare facilmente un sentiero, è una zona lontana dai posti più turistici e frequentati del parco.
Qui, il 9 ottobre 2026, una gita a cavallo si è interrotta con una caduta. Sue, un castrone palomino di quindici anni, è scivolato in un burrone; Paige Chavez, che era in sella, è rimasta inizialmente schiacciata dal cavallo. Fortunatamente, non era ferita ed è riuscita a sfilarsi da sotto Sue, però nella caduta ha perso gli occhiali. Quando Sue si è rialzato, lei era disorientata e senza gli occhiali non riusciva più a distinguerlo bene tra gli alberi. Il cavallo, spaventato, è corso via nel bosco.
Inutili le ricerche, Sue sembrava essere sparito. Ben presto calò la notte e dovettero interrompere le ricerche. Il giorno dopo Paige riprende le ricerche e viene raggiunta anche dalla famiglia e dagli amici. Tutti in cerca di Sue, nei boschi, sui sentieri, nei campi frequentati dai cacciatori, ormai Sue era il cavallo più ricercato di Yellowstone e a ben ragione, considerando che era ancora sellato e con i finimenti in una regione piena di grandi predatori.
Man mano che le ricerche proseguivano e il tempo passava, e più le ore passavano e più Paige era preoccupata, ciò che più la spaventava era immaginare le condizioni in cui lo avrebbero ritrovato. Infatti, il luogo della scomparsa di Sue è nei pressi della Bechler River Soldier Station, una delle entrate meno frequentate di Yellowstone, al confine tra Idaho e Wyoming. È una regione conosciuta per le cascate e i percorsi impervi dove le distanze non si misurano soltanto in chilometri: quello che conta è il terreno, i guadi, la vegetazione e la possibilità di perdere rapidamente la luce, e quindi l’orientamento.
Passavano le ore e Sue non si trovava, così la famiglia avvisò il servizio di comunicazione del parco; i ranger si prepararono a raggiungere la zona con un gruppo di muli, mentre chi entrava nell’area veniva informato della presenza del cavallo. La disperazione iniziava a farsi sentire, così fu offerta anche una ricompensa di mille dollari a chiunque riuscisse a trovare Sue.
Ci fu un attimo di speranza quando si resero conto che il cellulare di Paige era rimasto nella bisaccia della sella che doveva essere ancora su Sue. Ma, ovviamente, la funzione di localizzazione non diede esito. Alla fine, nessun segnale digitale indicò dove cercare. Restavano solo le mappe, le persone e la conoscenza del territorio.
Le ore diventarono giorno e i giorni passavano senza una segnalazione decisiva. Qualcuno iniziava a perdere le speranza e qualcun’altro già si aspettava di non trovarlo più vivo…
Questo fino a venerdì 16 ottobre, ben 7 giorni dopo la sua scomparsa. Erano circa le due del pomeriggio quando Paige e suo cognato stavano attraversando a piedi un corso d’acqua. Una volta risalita la riva, Paige alzò lo sguardo e lo vide. Là, davanti a lei c’era Sue! Era poco distante: il cavallo era lì, a circa ottocento metri da Dunanda Falls, non lontano dal punto in cui era scomparso una settimana prima.
Inutile dire la gioia, ma non solo di Paige, anche di Sue che gli andò subito incontro. Il cavallo era ancora sellato, stava bene, aveva perso solo un po’ di peso, ma niente di grave rispetto a quello che sarebbe potuto accadere! E così Paige e Sue tornarono a casa, uno più felice dell’altra, perché sì, anche Sue fu così felice di tornare a casina sua che, una volta rientrati al ranch nella Teton Valley, appena aprirono la porta del trailer, si lanciò al galoppo verso il paddock dove stava con i suoi compagni, non vedeva l’ora di tornare dai suoi “fratelli”.
Non sappiamo dove abbia trascorso ogni ora di quella settimana, né quanto lontano si sia spinto o che cosa lo abbia tenuto nei pressi delle cascate. Sappiamo che è rimasto abbastanza vicino al luogo della scomparsa da essere ritrovato dalla sua stessa famiglia, che non aveva mai smesso di cercarlo.
A Yellowstone, dove le dimensioni del paesaggio possono far sembrare insignificante qualsiasi presenza umana o domestica, la distanza tra la scomparsa e il ritorno viene colmata dall’amore di una famiglia per il proprio cavallo, che non ha mai smesso di cercare e sperare. Dopo una settimana di ricerche, Sue era ancora lì, che li aspettava vicino al luogo in cui era successo l’incidente. Aspettava, pronto, per tornare a casa con loro.























