Far rispettare la legge, non è affatto facile. Però, se gli apparati di controllo funzionano, in molti casi almeno si riesce a prevenire il peggio. La riflessione, perfino banale, ci arriva da un recente controllo eseguito in Svizzera, che ha portato al sequestro di 13 Appaloosa e di ben 40 cani, prevalentemente Border Collie e Pastori australiani.
La vicenda origina da un controllo effettuato dalle forze dell’ordine elvetiche dietro segnalazione per cattiva custodia di animali ad opera di una privata cittadina.
Il controllo aveva portato gli agenti a fare un rapporto in cui si evidenziavano luoghi inidonei per la custodia di animali, box piccoli e bui, alimentazione scarsa e cure carenti. Insomma, il servizio veterinario cantonale (canton Argovia) aveva dato responso decisamente negativo alla gestione messa in essere dalla donna, fino a determinare per lei un divieto totale, su tutto il territorio svizzero, all’ulteriore custodia di animali.
Alla donna erano stati dati sei mesi di tempo per ‘mettere a posto’ gli animali ma allo scadere del termine, erano ancora con lei. E apparentemente nelle medesime pessime condizioni.
Questo ‘sfregio’ delle disposizioni dell’autorità e la preoccupazione per le condizioni degli animali, ha esitato la scorsa settimana in una azione di prelievo coatto. In pratica, gli animali sono stati tutti sequestrati: cani e cavalli.
Sulla stampa elvetica è stato sottolineato come l’ultimo intervento delle forze dell’ordine abbia evidenziato le stesse carenze che erano state segnalate all’inizio, compresa la mancanza di acqua potabile per i cani, le lettiere insufficienti e la carenza di cure per gli equini.
In attesa, a tempo debito, di una ricollocazione presso famiglie, gli animali sono stati accolti per il momento in strutture adeguate anche se, purtroppo, per uno dei cavalli la prognosi è stata valutata avversa. Il servizio veterinario ha predisposto una denuncia penale nei confronti della proprietaria.
























