Chissà perché le cose che meglio di altre assumono immediatamente un carattere globale sono quelle negative… È notizia di queste ore che dall’Irlanda è partita una investigazione a tappeto su un presunto traffico di cavalli che verrebbero movimentati in Europa con documenti falsi e microchip alterati.
Si pensa che la destinazione ultima di molti di questi cavalli sia il macello ma, non potendone tracciare la vera identità, anche la loro filiera rimane coperta da un inquietante mistero. Se gli animali non fossero destinati alla produzione alimentare – con tutti gli obblighi di legge per la tutela della salute pubblica che questo settore invece prevede – si configurerebbe un gravissimo reato. E un altrettanto serio pericolo.
Gli inquirenti della Europol seguono il filo di una indagine aperta in Belgio per traffico su larga scala di cavalli con documenti contraffatti. La rete criminale altererebbe documenti e storia dei cavalli, procurando loro nuove identità e rendendoli quindi idonei alla macellazione, indipendentemente dalla reale condizione degli animali.
Il servizio di indagine in Irlanda è stato assegnato al Garda National Bureau of Criminal Investigation. (GNBCI) che questa settimana a fatto numerosi controlli nelle contee di Galway, Kilkenny, Tipperary, Kildare, Dublino e Donegal: in pratica nei luoghi equestri più iconici dell’isola.
Secondo un report dell’Europol sarebbero stati controllati oltre 1000 cavalli ma lo stesso report non riporta se siano anche state rilevate infrazioni significative. Sappiamo invece che nell’ambito dello stesso filone di indagini, in Belgio ci sono stati tre arresti, compreso un commerciante di cavalli.






















