Il cavallo come patrimonio storico e identitario, ma anche come prezioso mediatore nei percorsi educativi, terapeutici e di inclusione sociale.
La Sesta Commissione consiliare del Veneto ha espresso parere favorevole al Programma annuale 2026 per la valorizzazione della figura del cavallo, dando il via libera a un piano di interventi per complessivi 200mila euro.
Incrementando così l’impegno già preso negli ultimi anni sullo stesso tema.
Il programma prosegue il percorso avviato nel 2025 e prevede il finanziamento di iniziative dedicate alla cultura e alle tradizioni equestri, all’inclusione scolastica, alle Terapie assistite con gli animali e al reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute.
«Il cavallo rappresenta un patrimonio storico e identitario del Veneto, ma è anche uno strumento di grande valore sotto il profilo terapeutico, educativo e sociale – ha dichiarato il presidente della Sesta Commissione consiliare, Enoch Soranzo –. Con questo programma prosegue il percorso avviato nel 2025, sostenendo con risorse concrete le famiglie, il mondo della scuola, il Terzo settore e le iniziative legate alla tradizione del nostro territorio».
Dalla cultura all’inclusione scolastica
Il programma, proposto dall’assessore Valeria Mantovan insieme agli assessori Gino Gerosa e Paola Roma, si articola in quattro linee di intervento.
La prima riguarda l’organizzazione di eventi culturali, storici, tradizionali e cinematografici dedicati al cavallo, alla sua presenza nella storia del Veneto e al legame con le comunità locali.
Il secondo ambito comprende il progetto “In sella all’apprendimento”, rivolto agli istituti scolastici. L’iniziativa prevede percorsi di formazione per gli insegnanti e interventi assistiti destinati agli studenti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività, realizzati in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Il cavallo nei percorsi di reinserimento
Una specifica linea di finanziamento sarà riservata ai progetti per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute.
Attraverso la collaborazione tra enti del Terzo settore e amministrazione penitenziaria, i partecipanti potranno essere coinvolti in attività legate alla cura e alla gestione quotidiana dei cavalli: un lavoro che richiede responsabilità, continuità, capacità di osservazione e rispetto delle esigenze dell’animale.
Proprio questo settore aveva mostrato, nel 2025, una particolare capacità di trasformare le risorse disponibili in attività concrete: i fondi stanziati per i progetti di reinserimento sociale erano stati utilizzati integralmente.
Terapie assistite, una quota importante delle risorse
Una parte consistente dello stanziamento sarà destinata alle Terapie assistite con gli animali rivolte a persone con disabilità fisiche o psichiche, disturbi dello spettro autistico, sindrome di Down, Alzheimer e altre condizioni per le quali possano essere indicati specifici percorsi terapeutici.
Si tratta di interventi che dovranno essere sviluppati nel rispetto delle disposizioni e delle competenze professionali previste per gli IAA, all’interno di progetti costruiti sulle esigenze dei singoli destinatari.
L’esperienza del 2025 per migliorare i nuovi bandi
Nel corso dell’esame del provvedimento, la Commissione ha analizzato anche il rendiconto delle iniziative finanziate nel 2025, utilizzandolo come punto di partenza per rendere più efficaci le misure del nuovo programma.
Se i progetti di reinserimento sociale hanno impiegato tutte le risorse disponibili, gli interventi culturali si sono fermati poco sopra il 22% dei fondi stanziati. Un dato che ha portato la Commissione a chiedere procedure più semplici e una comunicazione più capillare delle opportunità offerte.
«I risultati dello scorso anno ci consentono di orientare meglio i nuovi bandi – ha spiegato Soranzo –. I progetti dedicati al reinserimento sociale hanno utilizzato integralmente le risorse disponibili, mentre gli interventi culturali hanno registrato un impiego di poco superiore al 22% dei fondi. Per questo abbiamo invitato la Giunta a semplificare le procedure di accesso e a rafforzare la diffusione dei bandi, così da favorire una partecipazione più ampia delle associazioni e delle realtà del territorio».
Il passaggio è importante: non soltanto confermare gli stanziamenti, ma fare in modo che le risorse possano essere effettivamente raggiunte e utilizzate dalle realtà capaci di tradurle in progetti validi.
Dopo il parere favorevole della Commissione, il Programma annuale 2026 passa ora alla Giunta regionale per l’approvazione definitiva. Soltanto successivamente saranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto i relativi bandi, con modalità e scadenze differenziate per ciascuna linea di intervento.
Qui la fonte della notizia, da Polesine 24























