Quest’anno abbiamo parlato svariate volte del Cavallo di Fuoco, il segno zodiacale cinese per il 2026: ma lo sapevate che ogni anno nelle Marche, a Ripatransone, c’è una festa tutta dedicata a lui?
Si tiene la Domenica in Albis, l’Ottava di Pasqua, ed è intitolata alla Madonna di San Giovanni. Quel giorno la cittadina picena rinnova una tradizione che è nata esattamente il 10 maggio 1682.
Quel giorno il vescovo Giovan Giorgio Mainardisi incoronò solennemente la statua della Vergine della cattedrale di Ripatransone.
Oltre alla processione dei fedeli che pregavano seguendo la statua per le vie della città, un artificiere di Atri rese memorabile l’evento coi i suoi fuochi pirotecnici.
Le cronache locali del tempo registrano che “cavalcò un cavallo, che era tutto ripieno di fuochi artificiali, con il quale girò più volte la piazza buttando sempre raggi ed altre bizzarrie“.
Lo spettacolo piacqe moltissimo, e sino almeno 1701 si continuò a impiegare un cavallo vero.
Si sa anche il nome del cavaliere che quell’anno portò a termine l’impresa, tale Pietro Marenzi.
Ma in seguito si ripiegò su un cavallo di legno, come avviene ancora ai nostri giorni.
Resta per noi un ovvio pensiero: dovevano essere dei grandi addestratori, quelli del Cavallo di Fuoco piceno dei tempi andati!
Ricordiamo che nei prossimi giorni a Ripatransone verrà presentato un documentario storico appena restaurato sulla sua festa.
Venerdì 10 aprile 2026, alle 21.15, nell’ambito della rassegna “Giornate di f(u)ocus” promossa dalla Banca di Ripatransone e del Fermano, l’associazione Visioni d’Archivio presenterà una proiezione speciale dedicata al “Cavallo di Fuoco”.
Sabato 11 aprile, alle 16, nello stesso teatro, l’Archivio fotografico Alessandro marchese Bruti Liberati proporrà invece un incontro con proiezione commentata dal titolo “Le confraternite di Ripatransone attraverso le fotografie di Alessandro Bruti Liberati”.
Qui la fonte della notizia, da La Nuova Riviera























