Li chiamano ‘oggetti transizionali’: un orsetto di peluche, una copertina col muso da coniglietto, un bambolotto possono insegnare ai bambini molto piccoli a instaturare un ‘rapporto affettuoso’ con qualcosa di diverso dalla mamma e da sé.
Ed evidentemente funziona anche con gli animali. Perché oltre al piccolo macaco giaponese Punch anche un asinello a cui la mamma ha rifiutato l’allattamenteo ha trovato conforto in un enorme orsacchiotto di peluche: Orlando il suo bel nome,
A raccontarci la sua storia è Luisa, che ci ha scritto una bella lettera che condivisiamo con voi: perché abbiamo bisognbo di storie belle, e per fortuna in mezzo a chi ama gli animali ne troviamo tante.
“Gentile redazione di Cavallo Magazine,
vorrei proporvi la storia dell’asinello Orlando: rifiutato alla nascita, salvato dall’amore Orlando ha appena compiuto 1 anno.
Mi chiamo Luisa, ho 43 anni e vivo a Forano, in provincia di Rieti.
La mia vita è intrecciata da sempre con quella degli animali, di ogni specie.
Non solo cani e gatti, ma anche cavalli, asini e molti altri. Per me non sono mai stati semplici presenze: sono famiglia.
Quella per gli animali è una passione smisurata, tramandata da generazioni nella mia famiglia.
Dai nonni materni e paterni ai miei genitori, che hanno gestito per anni un’attività di vendita di prodotti per l’agricoltura e per animali da compagnia sino a me e mia sorella.
Oggi sono io a mandare avanti l’attività di famiglia, mentre mia sorella gemella si occupa della toelettatura per cani e gatti.
Sono diplomata all’Istituto Agrario, cresciuta con gli animali di tutte le specie imparando fin da piccola il rispetto e la cura per ogni forma di vita.
Nel corso degli anni ho salvato tantissimi animali, sempre in silenzio ma questa volta creo valga la pena di raccontare questa piccola storia, e mi fa piacere farlo.
Quella di riuscire a salvare un animale è una dote che ho fin da piccolissima: mi dai un animale, anche in fin di vita, e io faccio di tutto per vederlo rinascere.
Il 5 febbraio 2025 a casa nasce Orlando, un asinello tanto atteso dopo una lunga gestazione: dodici mesi e quindici giorni.
Le asine ‘portano’ questo tempo, ma fin da subito capisco che qualcosa stavolta non va.
La madre non accetta il puledrino, e in quella fredda mattina di febbraio lo trovo a terra, senza forze. È un momento drammatico.
Chiamo subito un amico di famiglia per provare a farlo attaccare alla madre così che possa assumere il colostro, il primo latte indispensabile alla sopravvivenza dei neonati.
Ma Orlando è troppo debole e non riesce ad attaccarsi alla mammella.
Decidiamo allora di mungere la madre e nutrirlo con il biberon: per due giorni sembra funzionare, poi il latte viene a mancare. Non essendosi mai attaccato, non avviene la montata lattea.

Da quel momento, per Orlando inizia una nuova vita.
E per me comincia un anno fatto di cure costanti e notti insonni: latte in polvere per puledri, poppate ogni ora, giorno e notte.
Poi ogni due ore, poi ogni tre, allungando gradualmente i tempi, sempre seguendo le indicazioni dei veterinari.
Come se non bastasse, Orlando è nato con gravi problemi agli arti: sia le gambe anteriori che quelle posteriori sono storte.
Con l’aiuto di un maniscalco e tanta pazienza, giorno dopo giorno riesce a raddrizzarsi e a camminare correttamente.
A non lasciarlo mai solo c’è Bricca, il mio cane, un incrocio tra alano e maremmano.

È stata una presenza costante e protettiva.
Purtroppo, negli ultimi mesi, Bricca è scomparsa a causa di una grave malattia ma il suo affetto ha accompagnato Orlando nei momenti più difficili.
Accanto a lui vivono ancora oggi Sauro, un capretto cresciuto insieme a Orlando, e un grande orso di peluche, suo inseparabile compagno.

È stato un anno duro, fatto di fatica e paura.
Ma oggi Orlando compie un anno. È forte, vitale e non si stacca mai da me.
Riconosce la mia voce da lontano, mi segue ovunque: io sono la sua ombra. Lui è il mio cuore.
Anche sua madre, nonostante non sia stata un’ottima madre, è rimasta con noi.
In questa storia non ci sono giudizi, solo rispetto per la natura e per la vita.
La storia di Orlando è anche l’occasione per ribaltare un pregiudizio antico.
Per troppo tempo gli asini sono stati considerati animali di “serie B”, ritenuti poco intelligenti e privi di sensibilità.
Nulla di più sbagliato: sono animali socievoli, sensibili e riconoscenti, capaci di creare legami autentici con chi si prende cura di loro.

Intelligenti e attenti, osservano, ricordano e rispondono all’affetto ricevuto, chiedendo in cambio solo rispetto.
Quella di Orlando è una storia di amore silenzioso.
Una dedizione quotidiana che non cerca applausi, ma che ha fatto la differenza tra la vita e la morte.
Una storia che oggi, finalmente posso raccontare: perché Orlando ce l’ha fatta, ed è ora un asinello felice con un legame profondo e commovente ch elo unisce a me.
Sono stati mesi impegnativi, fatti di sacrifici e notti insonni ma anche colmi di emozioni indescrivibili e di piccole, grandi conquiste quotidiane.
Sarei felicissima se voleste condividere con i vostri lettori la nostra storia”.
E noi siamo felicissimi di poterlo fare, molto cara Luisa.
Qui la storia di Punch, il piccolo macaco giapponese.


























