La Fiera Nazionale del Cavallo di Golegã, in Portogallo, è stata iscritta il 12 ottobre 2026 nell’Inventario Nazionale del Patrimonio Culturale Immateriale. La manifestazione, nata dalla storica Fiera di São Martinho documentata dal XVI secolo, rappresenta una delle principali espressioni della cultura equestre portoghese. Il Comune di Golegã intende ora avviare il percorso per una candidatura al Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
In Portogallo la storica Feira da Golega entra nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale: un riconoscimento che premia cinque secoli di tradizione equestre e le persone che l’hanno mantenuta viva.
A Golega, nel Ribatejo portoghese, il cavallo non è ‘soltanto’ una passione, un’attività sportiva o una risorsa economica ma fa letteralmente parte dell’identità di un’intera comunità.
La sua celebre Fiera Nazionale del Cavallo è stata ufficialmente iscritta nell’Inventario Nazionale del Patrimonio Culturale Immateriale del Portogallo. La decisione è stata pubblicata il 12 ottobre 2026 sul Diário da República, la Gazzetta Ufficiale portoghese.
Un riconoscimento che premia una manifestazione che ha le sue radici nel XVI secolo, quando a Golegã si teneva già la Fiera di São Martinho, e tutto il mondo che le ruota intorno.
Lì da secoli si incontrano allevatori, cavalieri, campinos – i tradizionali mandriani del Ribatejo – artigiani e famiglie che da generazioni tramandano saperi e consuetudini legati al cavallo Lusitano.
Proprio questa continuità storica, insieme al valore sociale, culturale ed economico della manifestazione, ha motivato il riconoscimento nazionale arrivato dopo circa un anno di lavoro e la preparazione di un dossier di duemila pagine.
Il sindaco di Golegã, António Camilo, ha definito il risultato una tappa fondamentale per la tutela delle tradizioni equestri portoghesi. E non intende fermarsi qui: il prossimo obiettivo è la candidatura alla Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.
Un percorso ancora tutto da costruire, perché il riconoscimento nazionale non comporta automaticamente quello internazionale.
Ma che è certamente in linea con l’altro riconoscimento Unesco, già conferito all’Arte equestre portoghese come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.
Intanto Golegã si prepara a tornare protagonista dal 6 al 15 novembre 2026 richiamando ancora una volta appassionati, allevatori e cavalieri.
Con la consapevolezza che ciò che si tramanda da cinque secoli non è soltanto un modo di allevare e montare i cavalli, ma un pezzo di storia e di cultura che racconta un territorio e la sua gente.
E anche per questo merita di essere custodito.
Qui la fonte della notizia, dal Diario de la Republica























