Cento anni di Piazza di Siena significano anche cento anni di storia italiana e del mondo passata tra i viali di Villa Borghese. Perché il Concorso ippico romano non è mai stato soltanto sport: diplomazia, mondanità, aristocrazia, cinema, alta società, costume, si sono alternati all’ombra degli alberi secolari. Un luogo, Piazza di Siena, dove il salto ostacoli si è intrecciato con la storia del Novecento e con quella dei grandi protagonisti del mondo.
Nel dopoguerra, sin dagli anni Cinquanta, le tribune immerse nel verde di Villa Borghese sono diventate una sorta di “salotto internazionale” a cielo aperto. I reali europei vi arrivavano quasi come a Wimbledon o ad Ascot, attratti dal fascino unico di Roma e dall’eleganza di un concorso capace di unire tradizione militare, glamour e mondanità.
DAI REALI D’OLANDA A GRACE E RANIERI Nel 1957, ad esempio, Piazza di Siena accolse il principe Bernardo d’Olanda insieme alla figlia Beatrice, futura regina dei Paesi Bassi. Quello stesso decennio vide anche la presenza di un’altra coppia entrata nella leggenda: Grace Kelly e Ranieri III, simbolo assoluto del sogno europeo degli anni Cinquanta, arrivati a Roma poco dopo il loro matrimonio da favola.
I SAVOIA Negli stessi anni tra gli ospiti più illustri comparve anche Norodom Sihanouk, protagonista della scena asiatica del tempo e figura centrale della diplomazia internazionale. Piazza di Siena era già allora un evento globale. La famiglia reale italiana ha avuto un legame storico e profondissimo con il concorso. Fin dagli anni della monarchia, gli eredi di Vittorio Emanuele II frequentarono il concorso romano, simbolo dell’equitazione nazionale e della tradizione militare sabauda. Del resto, i cavalli erano parte integrante della cultura aristocratica europea e Piazza di Siena rappresentava uno dei suoi palcoscenici più prestigiosi.
LA REGINA ELISABETTA E FILIPPO Nel 1961 arrivò una visita destinata a entrare nella memoria collettiva:Elisabetta II e il Principe Filippo seguirono il concorso durante la loro storica visita italiana. La loro presenza consacrò definitivamente Piazza di Siena tra gli appuntamenti equestri più prestigiosi al mondo.
Negli anni successivi, Roma accolse anche Costantino II di Grecia, che durante il lungo esilio romano mantenne uno strettissimo rapporto con gli ambienti sportivi e aristocratici della Capitale. E ancora Margrethe II, espressione di quella nobiltà europea da sempre legata agli sport equestri.
IL CINEMA E LA DOLCE VITA Ma Piazza di Siena è stata anche il regno del cinema. Gli anni della Dolce Vita trasformarono il concorso in una passerella irresistibile per le star che vivevano o lavoravano a Roma. Tra le tribune si videro Elizabeth Taylor e Richard Burton, icone assolute del jet set internazionale. E ancora Audrey Hepburn, Gregory Peck e Brigitte Bardot, in un’epoca in cui Roma era il centro del cinema mondiale.
Naturalmente non potevano mancare i grandi nomi italiani: Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Virna Lisi, Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Alberto Sordi. Piazza di Siena era il luogo dove la Roma elegante e di successo si mostrava al mondo. Negli anni Ottanta e Novanta, tra il pubblico comparve anche Luciano Pavarotti, simbolo universale dell’italianità nel mondo, grande amante dell’atmosfera romana e degli eventi che univano sport, cultura e mondanità.
Con il nuovo millennio il concorso ha continuato ad attrarre figure di primo piano delle monarchie internazionali. Emblematica la presenza della Principessa Haya bint Al Hussein, figlia del re Hussein di Giordania: prima amazzone in gara agli inizi degli anni Duemila, poi presidente della FEI, la federazione equestre internazionale, dal 2006 al 2014. Una figura che rappresenta perfettamente il legame tra Piazza di Siena e l’élite mondiale degli sport equestri.
E nel 2021, quasi a testimoniare la continuità di questo filo lungo un secolo, il concorso ha accolto anche Sheikha Fatima bint Hazza bin Zayed Al Nahyan, nipote del padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti, proprietaria di uno dei cavalli in gara.
Re, regine, principi, attori, artisti, capi di Stato, campioni olimpici. A Piazza di Siena, in cento anni, è passata una parte della storia del mondo. Ed è forse questo il segreto del concorso romano: la capacità unica di far convivere il grande sport con il fascino eterno della bellezza, della rappresentanza e del mito di Roma.
Fonte: comunicato stampa

























