Da Modena a Fieracavalli Verona, dal 3 al 6 novembre, torna il Paradriving con la sua ottava edizione. Cavalli, carrozze e persone con disabilità protagonisti di un viaggio che parla di inclusione, amicizia e possibilità. Perché ci sono traguardi che diventano più belli quando si raggiungono insieme.
Certe volte durante un viaggio la cosa più importante non è arrivare, ma condividere la strada.
E se a percorrerla sono cavalli, carrozze e persone che hanno deciso di mettere in comune capacità, esperienze e qualche inevitabile difficoltà, quei chilometri acquistano un significato tutto speciale.
È lo spirito dell’8° Viaggio del SOR-RISO, l’iniziativa di Paradriving Fieracavalli 2026 che partirà martedì 3 novembre da Modena per raggiungere Verona venerdì 6 novembre, in occasione della 128ª Fieracavalli.
Centoventi chilometri, quattro tappe, fino a dieci equipaggi e circa 200 persone coinvolte complessivamente.
Numeri importanti per un progetto nato nel 2018 dalla collaborazione tra I’M Possible ASD APS, Azienda Agricola Corte Forni, Accademia Militare di Modena, amministrazioni locali e Federazione Italiana Sport Equestri.
Ma i numeri, in questo caso, raccontano soltanto una parte della storia.

Una carrozza, tante possibilità
Chi conosce il mondo degli attacchi sa quanto siano importanti la fiducia, la comunicazione e la collaborazione.
In carrozza gli spazi si condividono, le decisioni si prendono insieme e ognuno contribuisce, secondo le proprie possibilità, alla riuscita dell’esperienza.
Sono proprio queste caratteristiche a rendere il Paradriving uno strumento prezioso nei progetti di equitazione integrata e inclusione sociale.
Il cavallo diventa un compagno di viaggio, la carrozza un luogo d’incontro, il percorso un’occasione per scoprire capacità che talvolta, nella vita quotidiana, faticano a trovare spazio.
Non si tratta di ignorare le difficoltà o di fingere che non esistano: si tratta piuttosto di creare le condizioni perché non siano loro a definire una persona.
E forse è proprio questo il significato più bello del Viaggio del SOR-RISO: non chiedersi soltanto quali siano i limiti di ciascuno, ma scoprire quante cose si possano fare insieme.

Un progetto che cresce, tappa dopo tappa
Alla prima edizione, nel 2018, parteciparono circa 50 persone, alternandosi sulle carrozze lungo il percorso tra Modena e Verona.
Da allora l’iniziativa è cresciuta, raddoppiando la presenza di carrozze e ospiti e ispirando esperienze analoghe in altre parti d’Italia.
Quest’anno sono previsti fino a dieci equipaggi, con circa 70 partecipanti per tappa.
Gli ospiti si alterneranno durante il viaggio, coinvolgendo persone residenti nei territori attraversati, grazie anche alla collaborazione delle amministrazioni comunali.
In questo modo il viaggio non sarà soltanto un evento che attraversa città e paesi, ma un’esperienza alla quale le comunità locali potranno prendere parte direttamente.
A trainare le carrozze saranno prevalentemente pariglie di cavalli appartenenti a razze italiane: un modo per valorizzare anche la ricchezza dell’allevamento nazionale e il patrimonio culturale legato agli attacchi.

Da Modena a Verona, passando per la solidarietà
La partenza è fissata per martedì 3 novembre alle ore 9.00 da Piazza Roma, a Modena.
La prima giornata porterà gli equipaggi a Carpi, dove è prevista la sosta per il pranzo, e successivamente a Novi di Modena, con arrivo intorno alle 17.00 in Viale Martiri della Libertà.
Mercoledì 4 novembre si ripartirà dal Centro Ippico La Rocchetta, a Moglia, per raggiungere San Benedetto Po, con una sosta presso il Chiostro dell’Abbazia, e proseguire fino a Castel d’Ario.
Giovedì 5 novembre il viaggio attraverserà Castel d’Ario, con un saluto alle autorità, e farà tappa a Vigasio prima di raggiungere Villafranca Veronese.
Infine, venerdì 6 novembre, l’ultima partenza da Villafranca alle ore 9.00 e l’arrivo a Fieracavalli Verona previsto per mezzogiorno.
Quattro giorni lungo strade secondarie, con il coinvolgimento delle amministrazioni locali e la richiesta di assistenza delle Polizie locali per accompagnare il passaggio degli equipaggi.
Il valore di ciò che si fa gratuitamente
C’è un altro aspetto di questa iniziativa che merita di essere sottolineato.
Il Viaggio del SOR-RISO è organizzato e gestito da volontari, senza scopo di lucro, e la partecipazione degli ospiti delle carrozze è completamente gratuita.
Dietro ogni tappa ci sono persone che mettono a disposizione tempo, competenze, cavalli, attrezzature ed energie perché altri possano vivere un’esperienza che, altrimenti, potrebbe rimanere soltanto un desiderio.
È un lavoro che richiede organizzazione, impegno e una buona dose di generosità. Ma anche la convinzione che il mondo del cavallo possa offrire opportunità concrete di relazione e partecipazione.
E allora quel nome, Viaggio del SOR-RISO, sembra davvero azzeccato.
Perché il sorriso non è soltanto quello che si spera di vedere sul volto degli ospiti all’arrivo. È anche quello che nasce lungo la strada, quando ci si accorge che condividere un’esperienza può renderla più ricca per tutti.
E che, qualche volta, per andare lontano basta trovare qualcuno disposto a fare un pezzo di strada insieme.
Da comunicato stampa























