Il caldo si sta facendo sentire, a Roma: ma oggi sembra che ci sarà una tregua e non si supereranno i 29°, stando alle previsioni meteo.
A complicare le cose per chi si sta dirigendo verso Piazza di Siena ci si è messo anche lo sciopero dei treni: per risollevarci il morale, pensiamo a come viaggiavano nei bei tempi andati.
Ad esempio, il finanziere Pierre-Jacques-Onèsyne Bergeret de Grancourt partì da Parigi all’alba del 4 ottobre 1773 alla volta della Città Eterna.
CHe era l’oggetto dei suoi sogni da tutta una vita: ebbe il piacere di condividere l’esperienza con un figlio e il pittore Fragonard.
Uscì dal portone del suo bel palazzo in rue du Temple su di una pesante berlina alla quel erano attaccati sei cavalli. La seguivano un cabriolet con i bagagli e un domestico, un cuoco e una governante.
Arrivarono a Roma dopo due mesi di viaggio: lo sciopero dei treni di oggi è una quisquilia, al confronto.
In quanto al caldo, a Roma c’è il conforto dei 200 ‘nasoni‘ pronti a offrire refrigerio dal 1874 (voluti dal sindaco Pianciani) insieme alle 70 lupe che risalgono agli anni ventio del secolo scorso.
Una volta anche i punti acqua più artistici, come la Fontana dei Pupazzi a Villa Borghese, servivano a fornire acqua potabile e refrigerio: come potete vedere in questo dipinto del pittore danese Jörgen Pedersen Roed (1808-1888).
La Fontana dei Pupazzi venne realizzata alla fine del Settecento in sostituzione di una seicentesca, ornata da due mezzi cavalli marini.
Quella che vediamo oggi è stata restaurata con il contributo di Sport e Salute nel 2025 in occasione della 92ª edizione dello CSIO di Piazza di Siena.
Il gruppo dei putti coi delfini venne rubato nel 1983, mentre il pilo centrale e i mascheroni che la ornavano erano stati già sottratti in anni precedenti.
Ora la fontana ha riacquistato il suo aspetto originale. Però, ci raccomandiamo, non lavatevi i piedi nella sua vasca cone faceva la popolana del quadro…ora non si fa!
Le fontane artistiche di Roma non sono alimentate con acqua potabile, ed è severamente vietato usarle per immergersi, bagnarsi o arrampicarcisi.
Il regolamento di polizia urbana prevede sanzioni che superano i 500 Euro. Oltre a eventuali denunce per danneggiamento o deturpamento del patrimonio storico, ovviamente.

























