“La reazione del cavallo è stata imprevedibile e la presenza dell’istruttrice non avrebbe potuto comunque evitare il dramma. Non ci sono protocolli o linee guida che impongano modalità uniformi di vigilanza e non esistono prescrizioni che impongano l’utilizzo di particolari dispositivi di protezione durante tale attività, né regole che precludano ai minorenni adeguatamente istruiti di svolgerla autonomamente”.
Sono queste le motivazioni che a distanza di due anni (era il 7 marzo 2024) hanno messo un primo punto sulla straziante vicenda di Arianna Giaroli, la tredicenne che perse la vita in maneggio colpita dal calcio di un cavallo. Il Gip del tribunale di Reggio Emilia ha così disposto l’archiviazione del fascicolo in cui era indagata l’istruttrice del centro di San Martino in Rio dove accadde la tragedia.
Arianna, al momento in cui fu colpita, stava conducendo un cavallo a mano e l’istruttrice non era presente. Per questo motivo era stata iscritta nel fascicolo degli indagati con la pesante ipotesi di omicidio colposo. Dopo indagini e approfondimenti, il giudice ha stabilito che non esiste alcuna norma, regola o protocollo che detti chiare regole sulla pratica della conduzione del cavallo a mano. Pratica per la quale non si evincerebbe quindi la prescrizione della presenza dell’istruttore.
La posizione dei famigliari
Di parere contrario i famigliari di Arianna, Sara e Federico. Che invece ritengono l’istruttrice responsabile di aver lasciato svolgere alla ragazzina un’attività con il cavallo in autonomia. Senza una supervisione diretta.
Il giudice, sull’improvvisa e repentina mossa del cavallo sfociata nel calcio mortale ha sottolineato che sarebbe stata “Una reazione certamente tragica, ma che si colloca proprio in quell’area di imprevedibilità che caratterizza qualsiasi attività implicante l’interazione con un animale senziente e non integralmente controllabile dall’uomo”.
Non sappiamo se la vicenda legale andrà avanti e con quali risvolti. Rimane solo il grande vuoto lasciato da Arianna e tanta tristezza tra tutta la gente di cavalli.






















