La morte di una giovane artigiana veneziana colpita dal virus West Nile e i 17 casi confermati dall’inizio dell’estate nei territori della Asl Toscana sud-est riportano l’attenzione sulla circolazione dell’infezione e sulle attività di sorveglianza che interessano anche i cavalli.
A Venezia è morta Luna Darin, giovane artigiana specializzata nella creazione delle tradizionali perle di vetro.
Alla fine di agosto le era stata diagnosticata un’infezione da West Nile virus, trasmesso dalla puntura di zanzare infette. La giovane conviveva da anni con una malattia autoimmune, controllata attraverso una terapia farmacologica.
Dopo il ricovero all’ospedale Civile di Venezia e il rapido peggioramento delle sue condizioni, era stata trasferita a Padova, dove era stata presa in considerazione anche la possibilità di un trapianto, che non è stato possibile effettuare.
Sarà ora l’autopsia a chiarire le cause del decesso e il ruolo eventualmente avuto dall’infezione nell’evoluzione del quadro clinico. Secondo gli accertamenti dell’Ulss 3, si tratterebbe di un caso isolato che non richiede specifici interventi di disinfestazione.
Luna è morta il giorno precedente alla presentazione, alla Mostra del Cinema di Venezia, del documentario “Custodi. L’eredità culturale di Venezia”, del quale era una delle protagoniste.
Il film, realizzato per raccontare l’arte delle perle di vetro e quella del merletto di Burano e Pellestrina, conserva la sua voce e la testimonianza del suo lavoro.
Intanto, al 10 settembre, sono 17 i casi autoctoni di West Nile virus confermati dall’inizio della stagione estiva nel territorio della Asl Toscana sud-est: 12 in provincia di Arezzo e cinque in quella di Grosseto.
Dopo le notifiche, il Dipartimento di prevenzione della Asl ha avviato, insieme ai Comuni coinvolti, un’inchiesta epidemiologica per individuare i luoghi più probabili di esposizione. Sono state inoltre rafforzate la ricerca e l’eliminazione dei focolai larvali e le attività di trattamento dei ristagni d’acqua che non possono essere rimossi. In base all’evoluzione della situazione potrà essere valutato anche il ricorso a interventi straordinari contro le zanzare adulte.
La West Nile è trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo gli uccelli selvatici, serbatoio naturale del virus.
Non si trasmette con il normale contatto tra persone e neppure dai cavalli all’uomo: esseri umani, cavalli e altri mammiferi sono ospiti accidentali e non contribuiscono alla diffusione dell’infezione.
Nella maggior parte delle persone il contagio non produce sintomi. Circa il 20% può manifestare disturbi lievi, come febbre, mal di testa, nausea o sfoghi cutanei; in meno dell’1% dei casi possono svilupparsi forme neuroinvasive più gravi, soprattutto nei soggetti anziani o fragili.
La Asl Toscana sud-est ha annunciato anche l’intensificazione della sorveglianza veterinaria sui cavalli e del monitoraggio dell’avifauna selvatica. Animali sentinella e controlli veterinari costituiscono infatti una parte importante del sistema integrato utilizzato per seguire la circolazione del virus sul territorio.
Resta fondamentale anche la collaborazione dei cittadini: eliminare sottovasi, secchi e altri piccoli ristagni d’acqua significa ridurre i luoghi nei quali le zanzare possono deporre le uova e moltiplicarsi.
E vaccinate i cavalli: è un modo per contenere la diffusione del West Nile Virus, e ridurre al minimo i casi di contagio nelle persone, salvando le più deboli.
Qui la fonte della notizia, da La Voce di Rovigo, il riferimento istituzionale resta il sistema nazionale di sorveglianza integrata e i relativi bollettini pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro
























