Quante volte ci siamo interrogati su come in nostro cavallo percepisse i colori, le sfumature e perfino la forma degli oggetti… Ci sono molti studi su come vede il cavallo e anche molte ‘leggende metropolitane’… Che tuttavia possono infine essere sfatate.
Il tutto grazie a una mostra al National Museum of Racing and Hall of Fame di Saratoga Spring (Upstate New York) in cui il progetto nato dagli studi del dottor Alan Hook dell’Ulster University ha preso vita e soprattutto la forma di un paio di specialissimi occhiali. Con i quali anche noi umani avremo la possibilità di vedere le cose quasi esattamente come le vede il cavallo.
La mostra si chiama Equine Eyes e di fatto è una esibizione che segue un percorso scientifico volto a simulare come i cavalli percepiscono il mondo che li circonda.
Con una sorta di ‘casco’ dotato di diverse telecamere, il visitatore può godere di una esperienza immersiva davvero spettacolare, nella quale sperimenta visivamente e sensorialmente il punto di vista del cavallo.
La tecnologia applicata agli studi di Hook consente di sperimentare le differenze nella percezione della profondità, dello spettro dei colori e dei movimenti facendo un paragone con la vista umana.
Lungi dall’essere un mero esperimento museale, capire come vede il cavallo è un dato fondamentale per approfondire le ragioni dei suoi comportamenti o per comprendere come interagisce con il proprio ambiente. Ed è proprio questa la ‘lezione’ che il dottor Hook desidera trasmettere affinché il rapporto tra uomo e cavallo sia sempre più basato sulla comprensione reciproca.

Un punto di vista diverso
Ma per chi non potrà recarsi al National Museum of Racing and Hall of Fame di Saratoga Spring, quali sono le differenze che i visitatori percepiranno attraverso il visore di Equine Eyes?
Stabilito che il cavallo ha gli occhi disposti su due lati del cranio, ciascuno con un campo visivo di 180° ciascuno, il visore utilizza due telecamere ad alta definizione con la medesima apertura, orientate in modo da simulare la posizione degli occhi del cavallo.
Chi indossa il visore può così sperimentare un campo visivo complessivo di circa 350 gradi (più o meno il doppio di quello abituale dell’uomo), vedendo tutto ciò che lo circonda ma non l’area immediatamente alle proprie spalle.
Il sistema elaborato nel visore inoltre elimina il rosso dalla gamma cromatica che è possibile cogliere, riproponendo così la visione dicromatica del cavallo.























