Pare perfino banale dirlo: i cavalli per strada in mezzo alle macchine, soprattutto se liberi, non dovrebbero starci. Il motivo è perfino più banale del preambolo: per il loro benessere. Per la loro incolumità. Per l’incolumità degli altri fruitori della strada.
Che un cavallo eluda il proprio recinto e riesca a finire nel traffico non è una storiella che merita il classico ‘può capitare a tutti’. L’incidente sporadico ‘figlio’ di fortuite e maligne circostanze per essere tale deve essere raro. Quando lo stesso tema si propone e si ripropone ancora e ancora, il titolo diventa un altro.
Non custodire propriamente un cavallo ed esporlo ai rischi mortali che può incontrare (e far incontrare) in strada è – al di là dell’implicazione penale – una forma di maltrattamento pericoloso.
Nel giro di pochi giorni – ma la storia si ripete da molto tempo – la cronaca ci ha riportato di due casi che almeno questa volta non hanno avuto esiti mortali. Ma avrebbero potuto, così come è accaduto già troppo spesso in passato.

Il grigio…
Il primo caso è quello di un cavallo grigio che sabato scorso è stato recuperato a Marina di Pietrasanta. L’animale è stato avvistato da un cittadino che per primo ha avvisato i vigili che tempestivamente sono riusciti a bloccare il traffico limitrofo al luogo dove si trovava al cavallo.
Le operazioni di messa in sicurezza e recupero del grigio sono state abbastanza complicate e alla fine il cavallo è stato catturato grazie alla presenza di una persona esperta che è riuscita ad avvicinarlo, rassicurarlo e prenderlo alla lunghina.
Il cavallo è stato riconsegnato al proprietario che non è stato in grado di spiegare (né di capire…) come il suo cavallo fosse riuscito ad eludere la sua custodia.
…e il baio
Il secondo caso registrato in questi giorni, per la precisione ieri in Campania, riguarda un cavallo baio che ha vissuto momenti di vero incubo in autostrada, sulla Caserta-Napoli. A trarre in salvo l’animale anche questa volta sono stati dei volenterosi fruitori della strada che si sono visti correre accanto all’auto, tra i guardrail, un cavallo baio in evidente stato di terrore e con una ferita sul petto. Secondo la narrazione degli automobilisti che si sono fermati per cercare di evitare il peggio, la ferita sarebbe stata causata dai tentativi dell’animale, spaventatissimo, di scavalcare le barriere metalliche.
Fortunatamente anche in questo caso tra i soccorritori c’era evidentemente qualcuno che sapeva ‘come fare’. Il cavallo è stato bloccato e ha atteso insieme ai soccorritori l’arrivo della Polizia stradale che ha provveduto a mettere in sicurezza il traffico e ad avviare le procedure per l’assistenza all’animale.
Per il baio, nessun proprietario era lì a reclamarlo, cosa che fa pensare si possa trattare di un cavallo ‘irregolare’, fuggito da chissà dove e impiegato per chissà cosa.
La riflessione
Se un cavallo arriva improvvisamente davanti al cofano della nostra auto – che si tratti di automobilisti/persone di cavalli o meno – l’esito è sempre devastante. È una evenienza che NON deve accadere. Il soccorso di un cavallo in strada non è facile o privo di rischi. Il terrore di un cavallo che si trova in mezzo alle macchine, su una strada, è qualcosa che possiamo solo immaginare. Una paura atavica, che azzera la ragione e perfino l’istinto di sopravvivenza che suggerirebbe di mettersi da parte, fermi ad aspettare aiuto. Una paura che non fa sentire il dolore di una ferita e neppure di una gamba rotta.
In Italia ci sono, per fortuna, molti cavalli ma non così tanti da dover leggere reiteratamente di eventi di questo genere. C’è qualcosa che non va.
L’accesso alle strade dovrebbe essere più complicato per gli animali, le recinzioni dei paddock più sicure e la vigilanza più attiva. Anche questi elementi sono fondamentali per il benessere dei cavalli.
Una fuga sporadica – per quanto altrettanto pericolosa – ci sta: i cavalli sono ‘dei fenomeni per’specializzati’ nel mettersi nei guai anche quando custoditi e vigilati correttamente. Se però diventa una regola…























