Il driver italiano si candida a rappresentare gli atleti degli attacchi in ambito internazionale: si può votare fino al 30 ottobre 2026. A Cavallo Magazine Titi racconta le sue priorità: sostenere gli organizzatori, rendere più accessibile l’attività agonistica e dare ai giovani un futuro in gara.
Qui gli aventi diritto possono votare Cristiano Cividini come rappresentante degli atleti in Fei: urne aperte sino al 30 ottobre!
Per far crescere gli attacchi bisogna mettere gli organizzatori nelle condizioni di proporre concorsi e i guidatori nelle condizioni di parteciparvi. È questo il punto da cui parte Cristiano Cividini, candidato italiano al ruolo di rappresentante degli atleti del Driving nella Fédération Équestre Internationale.
Nella conversazione con Cavallo Magazine, Cividini mette al centro la sostenibilità della disciplina. Un tema che riguarda chi è già impegnato nell’attività internazionale, ma anche chi sta cominciando e vorrebbe costruirsi un percorso sportivo.
«La mia teoria, che io porto avanti: bisogna far sì che vengano fatte le gare», spiega. Perché dalla possibilità di confrontarsi in concorso dipendono anche la motivazione ad allenarsi, la preparazione dei cavalli e gli investimenti necessari per proseguire.
Il salto di livello e il nodo dei costi
Nella lettura di Cividini, gli attacchi conservano una forte capacità di attrarre appassionati. Le difficoltà aumentano quando si passa dall’avvicinamento alla disciplina a un impegno agonistico più elevato.
Trasferte, trasporto dei cavalli, attrezzature e partecipazione ai concorsi richiedono risorse crescenti. Secondo il driver, a questo aumento dell’impegno economico non corrisponde un sistema di ritorni e opportunità sufficiente a sostenerlo.
«Gli attacchi, ovunque li portiamo, piacciono», osserva. Ma salire di livello significa affrontare un’organizzazione e spese sempre più impegnative.
Il problema, nella sua analisi, riguarda soprattutto la continuità: poter programmare una stagione, scegliere gli appuntamenti e mantenere nel tempo il proprio progetto sportivo. Una difficoltà che Cividini considera particolarmente evidente nei Paesi in cui il movimento deve ancora consolidarsi.
Aiutare chi organizza per dare opportunità a chi gareggia
La priorità della sua candidatura è intervenire anche a monte della partecipazione degli atleti: sulle condizioni che consentono a un comitato organizzatore di realizzare un concorso.
«Io vorrei semplificare, abbattere i costi, in primis per i comitati organizzatori», afferma.
L’obiettivo è favorire un calendario capace di offrire occasioni di gara. Nella sua prospettiva, sostenere i guidatori e sostenere gli organizzatori sono due parti dello stesso lavoro: senza appuntamenti accessibili e concretamente realizzabili, anche gli sforzi per allargare la base rischiano di perdere efficacia.
La semplificazione è dunque la direzione che Cividini vorrebbe portare nel confronto internazionale. Nell’intervista non presenta un elenco dettagliato di modifiche regolamentari, ma individua un criterio: valutare le scelte anche per il loro impatto pratico ed economico su chi rende possibile lo sport.
I giovani hanno bisogno di un percorso
Sul movimento italiano, Cividini esprime una valutazione positiva della partecipazione osservata negli ultimi appuntamenti, sottolineando la presenza di ragazzi e bambini.
È un segnale che considera incoraggiante, da accompagnare con opportunità concrete di crescita. L’avvicinamento agli attacchi deve potersi trasformare in un percorso che continui nel tempo, con obiettivi e occasioni di confronto.
«Se poi non ci sono le gare, è inutile che noi aiutiamo i giovani: e poi dove vanno?», domanda.
Il sostegno alle nuove generazioni si lega così al tema centrale dell’intervista: costruire le condizioni perché possano restare nella disciplina e progredire.
Attenzione anche al Para Driving
Tra gli ambiti sui quali vorrebbe aprire una riflessione, Cividini cita anche il Para Driving. A suo giudizio, le categorie richiedono una revisione: un tema che indica tra quelli da approfondire, senza entrare in questa conversazione nelle singole proposte tecniche.
Il filo conduttore resta la possibilità di incidere sul funzionamento quotidiano degli attacchi, portando nel confronto internazionale l’esperienza di chi vive le gare e ne conosce le difficoltà organizzative.
«Semplificazione, per quanto è possibile. Abbattimento dei costi»: sono le priorità con cui riassume la propria candidatura.
Gli atleti aventi diritto possono accedere alla piattaforma elettorale FEI seguendo le istruzioni ricevute dalla Federazione internazionale.






















