Continua il nostro viaggio alla scoperta del Four-in-Hand in occasione dei FEI World Championships di Aachen 2026.
Dopo averci raccontato la storia e la struttura del Completo Attacchi e aver spiegato come sono disposti e quali funzioni svolgono i cavalli di un tiro a quattro, Roland Morat ci porta questa volta sulla carrozza.
Giudice e delegato tecnico FEI, Morat ci aiuta a comprendere il lavoro del driver e dei due groom che lo accompagnano nella maratona: il navigatore e il backstepper.
Signor Morat, nel tiro a quattro possiamo considerare il driver come l’unico atleta dell’equipaggio?
«Sarebbe decisamente riduttivo. Nel Four-in-Hand, e soprattutto nella prova di Maratona, il risultato nasce dal lavoro coordinato del driver, dei quattro cavalli e dei due groom presenti sulla carrozza.
È proprio nella Maratona che la parola Team assume il suo significato più evidente. Ogni componente ha un compito preciso e deve svolgerlo con assoluta tempestività: alle velocità raggiunte all’interno degli ostacoli, una frazione di secondo o un movimento eseguito nel momento sbagliato possono compromettere una traiettoria.

Foto FEI/Richard Juilliart Bram Chardon competes during the FEI Driving World Cup 2022/23 in Geneva Switzerland on 11 December 2022
I due groom ricoprono funzioni in parte differenti. Uno svolge prevalentemente il ruolo di navigatore, o navigator; l’altro opera soprattutto come backstepper, contribuendo all’equilibrio della carrozza. I loro compiti sono però strettamente collegati ed entrambi devono conoscere perfettamente il percorso, gli ostacoli e tutte le traiettorie previste.
Il driver conduce, ma non potrebbe farlo allo stesso livello senza il lavoro degli altri componenti dell’equipaggio».
Qual è esattamente il compito del navigatore e come collabora con il driver?
«Il lavoro del navigatore comincia molto prima della partenza. Insieme al driver studia gli ostacoli, la successione delle porte, le possibili alternative e, soprattutto, le traiettorie da seguire.
Durante la maratona non deve semplicemente ricordare al driver quale porta viene dopo. Un bravo navigatore deve quasi anticiparne il pensiero. Mantiene costantemente viva la memoria del percorso e comunica con il giusto anticipo ciò che l’equipaggio sta per affrontare, permettendo al driver di trovarsi mentalmente sempre un passaggio avanti rispetto alla posizione effettiva della carrozza.
Deve anche saper prevenire un possibile errore. Se si accorge che la traiettoria programmata non è più percorribile, che una porta rischia di essere mancata o che l’attacco sta entrando nell’ostacolo in modo diverso rispetto a quanto previsto, deve riconoscere immediatamente la situazione e indicare, senza esitazioni, una soluzione alternativa.
Negli ostacoli tutto accade in pochi secondi. La comunicazione deve quindi essere breve, chiara, precisa e anticipata. Un’informazione corretta, se fornita troppo tardi, può non avere più alcuna utilità.
Il navigatore deve sapere in ogni momento dove si trova l’attacco, dove deve andare e che cosa succederà subito dopo.
Questo è fondamentale perché il driver non deve soltanto conoscere la traiettoria: deve averla già nella testa e, di conseguenza, nelle proprie mani prima ancora di iniziarla.
Nel tiro a quattro il driver gestisce quattro cavalli attraverso quattro redini. Non basta sapere che dopo la porta A arriverà la B e poi la C. Prima di affrontare una curva deve già sapere su quali redini intervenire, quanta redine prendere o concedere e quanti loop utilizzare per preparare correttamente i cavalli alla linea successiva.
Deve indirizzare con precisione i Leaders, i cavalli di volata che si trovano diversi metri davanti alla carrozza e sono i primi a entrare nella nuova traiettoria, e contemporaneamente gestire i Wheelers, i cavalli di timone.
In una curva molto stretta, per esempio, può essere necessario mandare con decisione i Leaders verso la nuova linea e, nello stesso momento, trattenere brevemente i Wheelers. Questi ultimi, trovandosi immediatamente davanti alla carrozza, non possono chiudere la curva nello stesso modo dei cavalli di volata.
Tutto deve essere preparato prima che la curva cominci. Il navigatore permette al driver di essere sufficientemente avanti con il pensiero da poter predisporre nelle proprie mani ciò che i cavalli dovranno fare pochi istanti dopo».

Anna SANDMANN (GER), FEI Driving European Championship and FEI Para World Championship – Lähden 2025, Marathon Test – photo ©FEI/Massimo Argenziano
E il backstepper? Possiamo dire che il suo compito consiste nel mantenere in equilibrio la carrozza?
«È il suo compito principale, ma sarebbe sbagliato pensare che debba soltanto “fare equilibrio”.
Durante le curve affrontate ad alta velocità, il backstepper sposta continuamente il proprio peso per contrastare le forze laterali, mantenere stabile la carrozza e consentire al driver di seguire nel modo più efficace la traiettoria scelta.
Per riuscirci, però, deve conoscere perfettamente il percorso. Deve sapere quale porta verrà affrontata, in quale direzione girerà l’attacco, quale linea ha scelto il driver e quale movimento della carrozza ne deriverà.
Il backstepper non può aspettare che la carrozza cominci a inclinarsi per reagire: deve anticipare la curva, sapendo già dove si troverà la carrozza pochi istanti dopo.
Se interviene troppo tardi, le forze laterali stanno già agendo sulla carrozza. Se anticipa eccessivamente o trasferisce il peso nella direzione sbagliata, può invece disturbare l’equilibrio e compromettere la traiettoria.
Il suo corpo diventa quindi una parte attiva dell’assetto della carrozza. Per questo non gli basta memorizzare la sequenza delle porte: deve conoscere tutte le traiettorie programmate all’interno dell’ostacolo e sapere in anticipo dove il driver vuole portare l’attacco.
La distinzione tra i due groom rimane chiara: il navigatore lavora prevalentemente sull’anticipazione mentale del percorso, mentre il backstepper lavora sull’anticipazione fisica della traiettoria. Entrambi, però, devono possedere la stessa conoscenza approfondita del tracciato».
Oltre alla navigazione e all’equilibrio, quali altri compiti spettano ai groom? E che cosa distingue davvero un grande equipaggio?
«I groom hanno anche una funzione pratica e di sicurezza essenziale. In caso di problemi ai finimenti, alle redini o alla carrozza, oppure quando un cavallo necessita di assistenza, devono essere pronti a scendere e intervenire.
Devono quindi conoscere perfettamente i cavalli, i finimenti, la carrozza e le procedure di sicurezza. E devono essere capaci di agire rapidamente anche in una situazione di grande pressione agonistica.
Nella maratona sono l’equilibrio, la tempestività e l’affiatamento a poter determinare il risultato. Il driver deve avere la traiettoria nella testa e prepararla anticipatamente nelle proprie mani. Il navigatore deve anticiparne il pensiero, mantenere viva la memoria del percorso, prevenire gli errori e reagire immediatamente quando qualcosa non procede secondo il piano. Il backstepper deve conoscere altrettanto bene percorso e traiettorie e anticipare con il proprio corpo i movimenti necessari a mantenere stabile la carrozza.
Anche i cavalli, naturalmente, sono parte fondamentale del Team: devono rispondere immediatamente agli aiuti, mantenendo impulso, coraggio, concentrazione e fiducia nel driver.
Un grande equipaggio si riconosce proprio da questo: nessuno aspetta che qualcosa accada per reagire.
Il navigatore anticipa l’informazione, il driver prepara le redini, il backstepper dispone il proprio corpo in funzione della traiettoria e i cavalli rispondono agli aiuti.
Quando tutto funziona alla perfezione, i singoli interventi quasi non si percepiscono più. Driver, navigatore, backstepper e cavalli sembrano anticipare insieme ciò che sta per accadere.
È il risultato di allenamento, esperienza, conoscenza reciproca e fiducia assoluta. Nel tiro a quattro il Team è composto dal driver, dai cavalli e dai groom: ciascuno svolge una funzione diversa, ma il risultato nasce dalla capacità di tutti di pensare, anticipare e muoversi come un unico equipaggio».
In bocca al lupo a Luca Cassottana e a tutto il suo team: noi, al contrario di loro, non possiamo fare altro che aspettare…e fare il tifo per l’equipaggio Azzurro!
























