Di questi giorni ogni anno sono molte le fotografie che riprendono un appuntamento tradizionale spagnolo, la festa de Las Luminarias. Si tiene a San Bartolomé de Pinares, un comune di 700 anime nella provincia di Avila.
Le avrete viste tutti almeno una volta queste foto: cavalli portati dai loro cavalieri a scavalcare falò accesi la notte prima del giorno dedicato a Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio.
Fuoco, fiamme, scintille e riflessi infernali.
Nei tempi antichi si credeva che fiamme e fumo in qualche modo purificasssero gli animali e garantissero loro un anno di salute, ovviamente indispensabile perché potessero svolgere il loro servizio.
Già questo aiuta a capire un po’ di più l’evento.
Se la salute (o meglio l’augurio della sua persistenza) di cavalli, asini e muli è l’obiettivo principale, evidentemente non è previsto corrano grossi pericoli di farsi male.
Infatti ogni equide è preparato per la prova: code e criniere vengono intrecciate con nastri igniughi, spesso viene usato un gel che protegge i crini ed evita che si brucino.
I fuochi di sterpi fanno più fiamme che braci, i cavalli passano veloci uno dopo l’altro e non si fermano.
A lume di naso, è probabile che anche gambe e le parti del corpo degli equidi più a rischio vengano prudentemente bagnati prima del cimento.
Infatti, nonostante la assidua mobilitazione delle associazioni animaliste, non c’è notizia recente di incidenti con danni fisici ai cavalli.
Le accuse di chi si preoccupa per il benessere dei cavalli, infatti, sono per lo più centrate sullo stress a cui temono li sottoponga la prova.
A detta dei partecipanti, i casi di cavalli feriti sono stati estremamente rari.
Per quanto sia ovvio che loro siano i più portati a vedere in modo ottimistico una manifestazione a cui tengono tanto.
Sia per l’amore della tradizione che come prova di valentia personale.
Quella cosa che ti fa essere così orgoglioso di poter dire che ‘il mio cavallo se glielo chiedo si butta anche nel fuoco’.
Qualcosa che ognuno di noi pensa del proprio amico con la criniera: in Spagna oltre a pensarlo lo fanno anche.

























