Brumbies: non c’è soluzione

270 cavalli abbattuti con la caccia selettiva dagli elicotteri negli utlimi due giorni. «Non c’è stato nessun segnale di eventi avversi al benessere animale» spiega in un ossimoro il governo australiano

Bologna, 8 dicembre 2023 – Nelle prime due giornate di ‘prova’, nel parco nazionale di Kosciuszko sono stati abbattuti 270 Brumbies, i cavalli selvaggi australiani. Una disposizione del Governo del Nuovo Galles del Sud ha dato il via alla fase operativa di un provvedimento che ha autorizzato la caccia dagli elicotteri in aggiunta a quanto già predisposto (caccia a piedi, trappole, ricollocamenti e selezione), per ridurre di oltre 3000 capi la popolazione equina all’interno del parco.

 

Data-obiettivo di questo disastro è giugno 2027, con la speranza che un così straziante sacrificio serva a risanare una situazione di cui il massimo debito va attribuito alla cattiva gestione dell’uomo.

 

Secondo Don Driscoll, professore di ecologia terrestre alla Deakin University, non c’era altra via di uscita. A fronte di una popolazione dai numeri fuori controllo, senza alcuna gestione e in rapida cresita, Driscoll ha sottolineato come «stiamo per assistere a una impressionante carestia per questi animali. Vederli morire di fame non è certo ciò che è giusto auspicare per una specie tanto vicina all’uomo, che è a tutti gli effetti domestica e solo secondariamente rinselvatichita».

 

Secondo il governo australiano, da una indagine è emerso che a ottobre erano presenti 17.432 cavalli selvaggi, circa 1400 in meno rispetto all’anno precedente. Ma è un dato di decrescita relativo se si pensa che due anni fa i cavalli presenti nel parco erano 14.380, mentre nel 2016 erano solo 6mila.

«Il valore ecologico del Kosciuszko National Park ha subito un profondo degrado e la caccia dagli elicotteri è l’unica speranza per invertire il disastro» ha aggiunto Driscoll.

Un report condotto dalla RSPCA e da un pool di veterinari indipendenti, ha confermato che l’abbattimento selettivo dagli elicotteri, condotto da capaci professionisti, costituirebbe il modo più sicuro e ‘umano’ per mantenere la popolazione sotto controllo.

Tra chi non ha trovato altre soluzioni per i Brumbies e chi è in pieno disaccordo, rimane il rammarico e la preoccupazione che non sia affatto chiaro cosa si intenda fare, una volta ‘ripianata’ la situazione acciocché il problema non si ripresenti in futuro.