Una delle grandi sfide di molti ippodromi, in tutta Italia, è da tempo quella di garantire una fruizione che metta insieme il ‘core business’ dei cavalli con una attività allargata e integrata sul territorio. Un obiettivo che pare essere perfettamente nelle corde della Prometeo Srl che si occupa della gestione dell’ippodromo di Chilivani, capitanata da Alessandro Beccu che solo un paio di giorni fa era seduto a un importante tavolo dove, insieme a molti altri portatori di interesse per il rilancio della piana di Chilivani, ha messo la propria firma – e la disponibilità del Don Meloni – in un progetto estremamente ambizioso.
Tutela delle risorse idriche, settore ippico, sistema agroalimentare e formazione alle nuove tecnologie. Sono questi i capitoli che hanno composto l’importante progetto di Consorzio di bonifica, università di Sassari, ippodromo e Comuni.
Al tavolo erano seduti tanti enti. Tutti mossi dalla stessa volontà di rilancio del territorio e delle proprie strutture, ippodromo compreso.
Il protocollo d’intesa vede seduti allo stesso tavolo il Consorzio di bonifica, la società Prometeo Srl (ippodromo di Chilivani), Meditech-Mediterranean Competence Centre 4innovation, la Ektos Srls, società sarda, specializzata nello studio, progettazione, analisi e organizzazione di modelli di sviluppo sostenibile, con le Unioni dei Comuni del Logudoro, dell’Anglona e della Bassa Valle del Coghinas, dell’Alta Gallura, del Meilogu, del Coros, assieme alla Comunità Montana del Monte Acuto, il Dipartimento di Medicina Veterinaria e il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari.
Beccu: «Creare sinergia per progetti di sviluppo»
Abbiamo raggiunto telefonicamente il deus ex-machina dell’ippodromo di Chilivani, Alessandro Beccu, che si è reso disponibile per spiegare a Cavallo Magazine di che cosa si tratta.
«In sostanza si tratta di un protocollo d’intesa tra enti del territorio. Nello specifico i principali promotori siamo noi, l’ippodromo di Chilivani, quindi la Prometeo SRL e il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, inoltre partecipano l’Ektos, società specializzata in progetti d’impresa e soprattutto il consorzio Meditech, un competence center che si occupa di innovazione tecnologica e di ricerca delle risorse per determinati investimenti. Inoltre nel protocollo sono entrate diverse unioni dei comuni del territorio del Nord Sardegna. Tutto questo finalizzato a che cosa? Ciascuno con le proprie specificità a creare sinergia per progetti di sviluppo. Quindi a livello di innovazione tecnologica, per il risparmio della risorsa idrica, per il miglioramento degli impianti, dei prati, delle strutture ricettive anche dell’ippodromo di Chilivani. In sostanza questo protocollo servirà proprio da incubatore per predisporre dei progetti per ciascuno dei soggetti attori (principalmente il Consorzio e l’ippodromo) e portarli avanti con l’aiuto dell’unione dei comuni, con la forza dei territori e soprattutto con il Competence Centre che si occuperà di innovazione tecnologica e di ricerca delle risorse».
Focus sui cavalli e sulla professionalità
Nel dettaglio di che cosa tutto ciò significherà per i cavalli, Alessandro Beccu ha posto l’accento sull‘ippica sarda e sull’allevamento del cavallo anglo-arabo, chiarendo che non si tratta solo di una tradizione centenaria. Bensì di un «asset strategico per la sovranità tecnologica e culturale del territorio».
L’ippodromo di Chilivani entra in gioco aprendo i propri cancelli ben oltre l’attività sportiva per dare vita a una offerta formativa che prevede la nascita di scuole di alta specializzazione rivolte alle figure professionali chiave del mondo ippico ed equestre. Come per esempio quella per fantini o quella per maniscalchi, con percorsi di orientamento e formazione dedicati ai giovani professionisti
«Il progetto punta a integrare il mondo del cavallo con le più moderne innovazioni. – ha spiegato Beccu – Grazie alla partnership con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e di Agraria dell’Università di Sassari e con MediTech 4.0 (Mediterranean Competence Centre 4 Innovation), l’ippodromo si arricchirà di un Hub tecnologico».






















