Il tema delle carrozze ippotrainate per turisti è uno di quelli ‘caldi’: si ripropone regolarmente all’arrivo della stagione estiva, ma anche quando incidenti e altri casi di cronaca lo rimettono sul tavolo della discussione.
Perché sempre, inevitabilmente, in queste occasioni la discussione si accende con riferimenti centrati sul benessere animale, e l’esempio di altre nazioni portate come pietra di paragone.
Uno dei grandi classici è quello di New York: che per molti versi si dimostra simile a Roma, barcamenandosi da anni tra proposte di divieto e permessi regolarmente concessi.
Per rimanere aggiornati, occorre dire che nella Grande Mela l’ultimo tentativo di metterli fuori legge è stato bloccato: a novembre la Ryder’s Law , presentata nel 2022, è stata bocciata per 4 voti a 1 dalla Commissione per la Salute del Consiglio Comunale di New York.
Permessi confermati quindi per i 300 vetturini del comparto, che contano su circa 200 cavalli dedicati: un dato che solleva qualche interrogativo, visto che normalmente in Italia i vetturini ‘comme il faut’ alternano al lavoro due soggetti ciascuno.
A intorbidire ulteriormente le acque il rifiuto di molti vetturini a far visitare e testare per doping e farmaci i propri cavalli da un veterinario incaricato dal comune, come sollecitato invece dalle associazioni animaliste.
A detta dei vetturini, ci sarebbe già il veterinario incaricato dal loro sindacato a fare regolari controlli: ma certamente può essere visto come un autogol impedire l’accesso alle loro scuderie di un altro professionista del benessere animale.
E nel resto del mondo, come siamo messi?
Nei giorni scorsi Cartagena de Indias, in Colombia, è salita agli onori delle nostre cronache per aver deciso di abolire l’utilizzo delle carrozze per i turisti trainate da cavalli nel suo centro storico: i 60 equipaggi ora attivi saranno gradualmente rimpiazzati da mezzi elettrici.
In Svizzera sono ben noti i viaggi del Postale del San Bernardo, e i tour invernali in slitta – per esempio a Davos.
A Vienna i fiaker fanno parte del paesaggio cittadino, ci sono numerosi punti di sosta organizzati nei luoghi più frequentati dai turisti, con un assortimento spettacolare di cavalli e legni – ce n’è per tutti i gusti, da quelli più moderni alle carrozze che sembrano uscite da un film su Sisi.
Permane il servizio di carrozze per turisti anche in Belgio, in Polonia, in Irlanda solo per fare qualche esempio al di là dei confini nazionali.
E anche in altri paesi, dove però è evidente una gestione molto diversa del servizio, e quindi del benessere dei cavalli coinvolti.
Perché come in qualsiasi altro ambito equestre (e non solo) ci sono due modi di fare le cose: uno giusto e rispettoso dei cavalli, e uno no.
























