«Il benessere del cavallo è la nostra priorità e per questo continuano senza sosta le operazioni di servizio in collaborazione con il personale della Polizia municipale contro quei vetturini (a Palermo noti come gnuri) che non rispettano l’ordinanza che vieta il servizio al traino nelle ore più calde della giornata nella stagione estiva».
A parlare è Fabrizio Ferrandelli, assessore comunale al Benessere animale a Palermo. L’ordinanza a cui si riferisce è quella del sindaco Roberto Lagalla dello scorso giugno, che introduce (in realtà ne esistevano già diversi) un Regolamento per la tutela e il benessere degli animali in città.
Tra i punti dell’ordinanza sindacale, quello che pare essere stato raccolto come una sfida dagli gnuri riguarda il fermo nelle ore più calde: dalle 13,30 alle 15,30 in condizioni normali, dalle 12,30 alle 16 quando scatta l’allerta meteo ‘rischio 3’.
Una sfida tanto incomprensibile quanto controproducente…
Un provvedimento double-face
L’ordinanza Lagalla di fatto ha costituito un ‘ombrello di tutela’ nei confronti delle attività tradizionali degli gnuri palermitani, estremamente contestati da un numero sempre crescente di persone preoccupate per il benessere degli animali. Persone che nel susseguirsi dei tragici eventi che hanno coinvolto molti cavalli – alcuni mortali – trovano valide ragioni per chiedere la soppressione definitiva di questa attività a loro dire desueta.
Normare in maniera chiara il loro lavoro – e quello dei loro cavalli – è stato uno strumento per ‘salvare capra e cavoli’: consentire agli gnuri di continuare a lavorare e nel contempo alzare il livello di attenzione sul benessere animale.
Ma evidentemente neanche questa soluzione riesce a risolvere il problema visto che i principali beneficiari, gli gnuri stessi, continuano a trasgredirla.
Anche venerdì, in via Francesco Crispi, c’è stato l’ennesimo sequestro di una carrozza e multa per un vetturino che aveva con sé la regolare autorizzazione al servizio ma stava trasgredendo il fermo previsto dall’ordinanza e aveva turisti a bordo nelle ore di stop.
«Le nostre – ha spiegato Ferrandelli – sono solo azioni non contro la categoria ma per il benessere dei cavalli che hanno il sacrosanto diritto al ristoro e al riposo e per l’osservanza delle ordinanze. Alcuni palermitani devono svincolarsi dall’idea che divieti dettati da una ordinanza siano tali solo sulla carta ed è per questo che continueremo il nostro servizio in maniera quotidiana».
Un problema di lavoro, un problema di rispetto delle regole, un problema soprattutto di benessere dei cavalli… In pratica una somma che porta a un totale sempre più controverso. Per il quale si dovrà alla fine ricorrere a soluzioni estreme visto che quelle ‘di mezzo’ non vengono rispettate.