La premessa è: astraiamoci dal gioco delle parti e mettiamo le cose in chiaro in maniera inequivocabile. Il comune e unico denominatore da cui originano queste riflessioni è la passione per il cavallo.
Fatto fermo questo punto, la notizia che arriva dal Palio di San Clemente a Canino merita attenzione.
Un fantino, a causa di un contatto in corsa sul circuito allestito tra le vie cittadine, è stato vittima di una brutta caduta. Che solo per un miracolo, l’ennesimo dopo quello di Pisa, non ha avuto conseguenze mortali. Anche in questo caso, dopo essere caduto, il fantino è finito letteralmente tra i piedi del cavallo che aveva accanto e oltre al rischio di essere calpestato, avrebbe potuto far rovinare a terra, in piena velocità, anche l’altro binomio.
Fortunatamente ciò non è stato. Il fantino, per quanto è dato sapere al momento, è rotolato tra le gambe del cavallo avversario e non ha riportato conseguenze troppo gravi. Il cavallo scosso ha continuato la propria corsa senza cadere, il binomio avversario pure.
Ma quante volte si dovrà dire ancora grazie alla fortuna? O meglio, quanti ‘bonus fortuna’ ci sono ancora da spendere nel mondo dei palii prima che si pensi a qualcosa che tenga in sicurezza uomini e cavalli?
Voci a confronto
Le obiezioni più comuni sono che si cade da cavallo anche da fermi, che i pali godono di grande attenzione in tema di sicurezza, che sono eventi corali e comunitari che esprimono l’identità storica dei luoghi dove si svolgono.
Tutto vero.
Però… È altrettanto vero che lo spettacolo che esibiscono, che tanto piace ai contradaioli, è avversato dalla maggioranza del pubblico che ne individua la pericolosità prima di riconoscerne la storicità. E ogni volta che succede un incidente, questa idea si consolida sempre più.
A Siena, sul palio, hanno lavorato fior fiore di veterinari ed esperti. Sono stati scelti cavalli più robusti e meno veloci (non ne saremo mai abbastanza grati al compianto dottor Roghi). Per l’evento si investono tantissimi soldi, il tufo della piazza è curatissimo e ci sono le protezioni sulle curve più pericolose. Eppure, visto che la folla è incontenibile, quest’anno l’incidente a fine corsa ha mostrato una seria falla nella sicurezza che ogni evento pubblico dovrebbe garantire per legge.
Figuriamoci quali sono i rischi e quale dose di fortuna deve essere evocata ogni volta in quelle manifestazioni in cui una ridotta disponibilità economica porta necessariamente a qualche deroga e tutte quelle misure di protezione non sono disponibili.
Anni fa, si iniziò a parlare di qualifica dei terreni delle manifestazioni storiche che vennero assoggettate a regolamenti che tenevano in considerazione il benessere dei cavalli. Ora bisogna iniziare a lavorare con un’attenzione nuova per la reputazione dei vari pali che, passando proprio in primis dalla sicurezza, deve diventare più condivisa. Altrimenti questi eventi che fanno parte della nostra tradizione – e dove i cavalli sono al centro – sono destinati a sparire. Ci piaccia o meno.






















