Del caso di cronaca purtroppo al momento non si sa molto. Ma quel poco basta a fare scattare qualche considerazione.
Durante un’operazione dei Carabinieri della Stazione di Botricello, affiancati dai militari del Nucleo Forestale di Sersale, è stata individuata e ‘visitata’ una discarica nascosta dietro quella che avrebbe dovuto essere l’attività di un’officina.
Un’area 1.300 mq dove c’era di tutto. Ogni genere di rifiuto, da quelli pericolosi ai ‘semplici’ copertoni e frigoriferi.
E lì, in un box di fortuna, tra puzza e pattumiera, gli agenti hanno trovato un cavallo. La stampa locale l’ha definito un ‘cavallo di razza’. Con tanto di microchip.
L’area è stata posta sotto sequestro, due uomini sono stati denunciati. Il cavallo – anche lui ora sotto sequestro amministrativo -, grazie all’intervento del servizio veterinario dell’Asp di Catanzaro e in attesa di ulteriori verifiche sul suo stato di salute è stato immediatamente affidato alle cure di un maneggio.
Come sempre, più o meno velocemente, la giustizia farà il proprio corso…
Ma la riflessione scaturisce violenta sul fatto che questo cavallo, differentemente da tanti altri, non è un fantasma. Qualcuno, a un certo punto della sua vita, ha deciso che non fosse così rilevante chi fosse la persona a cui lo stava vendendo. O peggio, l’ha venduto pur sapendo che non sarebbe certo andato a stare bene. Ma tanto… è solo un cavallo… Che fortunatamente non può parlare…
Di che ‘razza’ fosse non ha interessato la cronaca e non interessa noi. Scarto di ippodromo o altro, non è questo il tema. Che semmai riguarda una cosa che sta venendo sempre meno: l’etica dell’uomo























