Notizia triste, tristissima. Un cavallo è stato ritrovato privo di vita nei boschi a Colle Langan, nell’entroterra ligure in provincia di Imperia.
La causa della morte è particolarmente insopportabile: il cavallo è rimasto imprigionato in una rete. Possiamo solo immaginare quanto e come abbia lottato per liberarsi. Fino a cedere e morire. Là da solo. Senza che nessuno sia arrivato a far cambiare questo finale da schifo.
La notizia è arrivata fino a noi perché l’associazione di volontariato Ambulanze Veterinarie ODV ha fatto partire il tam-tam dei social. Non per acchiappare qualche like ma per un motivo ancora più banale: trovare il suo proprietario.
«In queste ore stiamo cercando di rintracciare il proprietario e stiamo allertando il Servizio Veterinario competente per tutti gli accertamenti necessari. È difficile trovare le parole davanti a una scena così. Fa male pensare che abbia provato a liberarsi, che abbia lottato, forse per ore, senza riuscire a trovare una via d’uscita. Gli animali non possono chiedere aiuto. Non possono chiamare qualcuno, spiegare dove si trovano o dire che stanno soffrendo. Possono solo aspettare che qualcuno si accorga di loro. E pensare che, questa volta, qualcuno sia arrivato troppo tardi rende tutto ancora più triste. Chiediamo a chiunque possa riconoscere il cavallo, o abbia informazioni utili sul proprietario, di contattarci».
Il ritrovamento risale a ieri mattina, 19 settembre, ma a oggi non ci sono aggiornamenti ufficiali. Il povero cavallo morto per blocco e stress da imprigionamento – questa la causa nota al momento per il decesso – non ha ancora né un nome né un proprietario. Nessun Ente ufficiale – Asl1 Imperiese o realtà analoghe di comuni limitrofi – ha diramato note sull’eventuale lettura di un microchip. Né è arrivato alcun allert per un cavallo scomparso.
Di fronte a un fatto del genere è doveroso – almeno quello – fermarsi un attimo e riflettere. Possibile che non ci sia stato nessuno che ha cercato questo cavallo? Da dove è venuto? Qual è la sua storia di cui purtroppo conosciamo solo la fine? Quando pensiamo ai cavalli liberi, in natura, mettiamo sempre in conto anche eventualità di questo genere? C’è modo di evitare cose di questo genere o entrano nel lungo libro degli imperscrutabili incidenti?
Il tema è tutt’altro che banale…
E mentre si cerca un destinatario per questa brutta notizia, i gruppi di tutela animale che operano nell’entroterra ligure tengono alta l’attenzione sul problema del pascolo non controllato e sul pericolo delle recinzioni come quella che ha imprigionato Black. Sì, è il nome che gli abbiamo dato noi. Almeno per poterlo salutare adesso.





















