“Il cavallo è il mio!” ha scritto ieri Silvia Garatti sotto la condivisione social dell’articolo ‘Sfruz & cavalli”, prendendosi la responsabilità di quell’esubero di concime non richiesto.
“Tra l’altro un arabetto che di solito fa 2 palline, il malefico ha fatto un disastro sta volta”, continuava lo sfogo di Silvia, che gestisce il maneggio ‘Ranch New West‘ di Coredo, a nemmeno 4 km da Sfruz.
Abbiamo parlato al telefono con Silvia, un po’ perché il suo sfogo era davvero simpatico, e un po’ perché il diritto di replica le è ampiamente dovuto.
“Come sempre sarei andata a pulire”,” ci ha spiegato, “faccio Endurance e passo da Sfruz abitualmente perché gli allenamenti sono lunghi e mi fermo a far bere il cavallo a una delle fontanelle del paese: il passaggio (oramai famoso, possiamo dirlo -n.d.r.) è a 15 metri dai meleti, se l’avesse fatta là non ci sarebbe stato nessun problema. Tutto concime. Invece niente, ieri erano alcuni giorni che non uscivamo in campagna e si vede che ha accumulato…la gioia di uscire, finalmente, Quando mi sono girata in sella per vedere cosa aveva fatto m’è preso un colpo: tutta quella roba lì non riuscivo mica a spostarla con il piede a bordo strada, poi proprio sui sanpietrini che va tutta negli interstizi…non ero attrezzata per una cosa del genere. Pensavo che come altre volte sarei ripassata in macchina con scopa e paletta, e dopo aver messo il cavallo in scuderia”.
Invece non ce n’è stato il tempo.
“No, un’ora dopo quando sono arrivata per sistemare le cose era stato già tutto pulito: fin tra le pietre, in modo meticoloso. Mi era spiaciuto non essere riuscita a farlo io, ma più veloce di così non potevo fare. Ora per una cosa del genere siamo finiti sui giornali: mi spiace molto, perché io se non riesco a pulire subito ripasso sempre a rimediare dopo”.
Quindi a Silvia non è mancata la buona educazione: è semplicemente mancato il tempo per rimediare al ‘fattaccio’ combinato dal suo cavallo.
Un po’ più di comprensione, un po’ più di pazienza, magari due parole scambiate sulla chat del comune (379 abitanti: ci si conosce tutti, compresi quelli del paese vicino come Silvia) avrebbero evitato a Sfruz di finire sulle pagine dei giornali questa volta non per essere ‘un paese dove i bambini giocano ancora per strada’, ma quello dove ‘i cavalli sporcano ancora per strada’.
Che, a ben vedere, per noi potrebbe essere anche un titolo di merito: ma tant’è, sic transit gloria mundi...e anche le ‘palline’ degli Arabetti da Endurance.
Morale della favola?
Se non volete essere maleducati è meglio pulire, se il vostro cavallo si libera in luoghi poco opportuni: esattamente come avrebbe voluto fare Silvia.
E se non si riesce a pulire subito? Può capitare, non tutti i cavalli stanno fermi e buoni, non sempre i cavalieri sono agili a smontare e rimontare in sella. Ci sono diverse soluzioni:
- Suonare il campanello dei frontisti e avvertire, gentilmente, che al momento non si riesce a farlo ma ripasserete al più presto per liberare il fronte stradale dallo ‘scandalo’ appena sfornato.
- Lasciare un bigliettino, a mo’ di cartiglio di auguri su una piramide di Profiteroles: “Torniamo a pulire, portate pazienza per favore!”
- Provvedere, nei punti di passaggio crcuciali o che si conoscono come frequentati da equini et similia, una stazione sul genere dei defribillatori che ormai punteggiano le nostre città. bella rossa, ben visibile, con scopetta e paletta en pendant così che anche i cavalieri e le amazzoni più sorprese dalla (ehm…) capacità delle loro monte possano togliere dall’imbarazzo il vicinato.
- Se siete la parte offesa dall’inevitabile, magari provate a portare un po’ di pazienza: può accadere, come è successo a Silvia, di non fare semplicemente in tempo ad arrivare a rimediare di persona.
Perché è vero che la buona educazione è importante: ma anche la pazienza e la comprensione verso il prossimo sono virtù fondamentali.
























